Una riflessione per ricordare il passato e guardare al futuro, celebrati i 210 anni dell’Arma

La cerimonio si è svolta nella serata di ieri in Piazza Duomo. Nel corso dell’evento il Colonnello Donato D’Amato ha presentato il bilancio dell’ultimo anno

Nella giornata di ieri, presso la suggestiva cornice di Piazza Duomo a Lecce, è stato celebrato il 210° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, con una cerimonia rievocativa che si è svolta in tutti gli altri capoluoghi provinciali e regionali d’Italia. La ricorrenza vuole rappresentare un momento di riflessione ideale per ricordare il passato, presentare il consuntivo dell’attività svolta nell’anno trascorso, guardare al futuro con rinnovati proponimenti e nuovi traguardi da raggiungere.

La Festa  si è tenuta, con una solenne cerimonia militare, quale momento di celebrazione dei sentimenti e valori che ispirano l’operato quotidiano dei Carabinieri a cui l’Arma dedica cura per la loro formazione avendo a riferimento due principali obiettivi di maturazione: competenza e responsabilità. Il Carabiniere deve poter affrontare, con padronanza di mezzi, le varie dinamiche sociali, oggi essenzialmente condizionate dalle innovazioni tecnologiche e dalla globalità delle relazioni. Per questo, nel fornire strumenti adeguati al personale, vengono riservati spazi significativi alle applicazioni digitali e allo studio delle lingue, che affiancano i programmi delle materie giuridiche e tecnico-professionali. Grazie a una formazione completa e aggiornata, il Carabiniere può quindi garantire ai cittadini una presenza efficace ed aggiornata con l’evoluzione della nostra società, pronta a tutelare i loro diritti e la sicurezza del Paese.

Nel corso dell’evento il Comandante Provinciale di Lecce, Colonnello Donato D’Amato, ha tracciato un quadro sull’attività svolta dall’Arma salentina.

Il Colonnello Donato D’Amato

Nel corso dell’intervento D’Amato ha evidenziato che l’impegno dell’Arma, nel Salento, non è solo frutto del lavoro dei Carabinieri della componente territoriale (costituita nella provincia da 60 Stazioni, 1 Tenenza e 6 Compagnie), ma anche dell’attività quotidiana di articolazioni di specialità che intervengono in molteplici ambiti settoriali: il Gruppo Carabinieri Forestali (impegnato nel settore della tutela ambientale e della biodiversità, del contrasto agli incendi boschivi e agli abusivismi edilizi in aree sottoposte a vincoli ambientali), il Nucleo Operativo Ecologico (impegnato nella lotta al fenomeno delle eco-mafie), la Sezione Anticrimine del R.O.S. (nel contrasto al crimine organizzato ed eversivo), il Nucleo Ispettorato del Lavoro (a tutela dei lavoratori e della loro sicurezza) e il Nucleo Antisofisticazione e Sanità (a tutela della salute pubblica).

Il bilancio del 2023

Nell’ultimo anno, l’impegno dell’arma ha interessato più ambiti investigativi. Quello della criminalità predatoria, innanzitutto, oggetto di costante attenzione e continuo monitoraggio. Numerose sono state le operazioni di servizio ma tra tutte è stato fatto particolare riferimento all’operazione conclusa poche settimane fa a Nardò, quando, in maniera congiunta Carabinieri e Poliziotti hanno arrestato una persona presunta responsabile di una grave rapina in abitazione ai danni di una coppia.

Così come anche la recente individuazione del presunto responsabile dell’esplosione di colpi di arma da fuoco contro un’abitazione privata che, dopo essersi sottratto alla cattura, è stato localizzato e arrestato grazie al lavoro congiunto di Carabinieri e Finanzieri.

Altre operazioni, invece, sono state concluse anche nel settore delle truffe ai danni di anziani, fenomeno odioso perché i truffatori approfittano della solitudine e della buona fede delle vittime, colpite nell’intimità del loro profondo legame d’amore per un figlio o un nipote. Nonostante le operazioni di servizio, tuttavia, la persistenza del fenomeno invita i Carabinieri a non agire esclusivamente sul piano della repressione, essendo necessario continuare a promuovere nel territorio, un’opera di sensibilizzazione e di informazione, attraverso incontri organizzati anche dai Comandanti di Stazione presso parrocchie e centri per anziani, dando consigli pratici e utili a prevenire le condotte dei truffatori.

L’azione dell’Arma è stata costante e mirata anche nel campo della criminalità organizzata, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia. In tale contesto è stato fatto riferimento a 2 principali operazioni. Quella dello scorso novembre, che si è conclusa con l’arresto di 37 persone e con la disarticolazione di un gruppo mafioso operante nel nord Salento a cui è stata attribuita, tra gli altri reati, anche la presunta responsabilità di ben 26 atti intimidatori a scopo estorsivo; così come quella di appena due mesi fa, a Casarano. Operazione conclusa con l’arresto di 13 persone e la disarticolazione di ulteriori due gruppi criminali in contrasto tra loro per il controllo dello spaccio di stupefacenti nel territorio.

Nell’ultimo anno, inoltre, i Comandanti di Stazione e di Compagnia hanno organizzato centinaia di incontri nelle scuole, raggiungendo oltre 7000 studenti in ogni angolo della provincia, con iniziative realizzate attraverso un’unione di intenti e di progettualità tra scuola, Arma dei Carabinieri, famiglie, Arcidiocesi e associazioni presenti sul territorio, come “Libera” e “Nomeni per Antonio Montinaro”. Grazie alla collaborazione dell’Arcidiocesi di Lecce e della fondazione “Splendor Fidei”, è stato possibile festeggiare proprio con gli studenti, raggiunti nelle strade dei loro quartieri, al suono della musica della Fanfara dei Carabinieri.

Inoltre, il Comandante ha ricordato l’impegno dell’Arma nel delicato fenomeno riguardante la violenza sulle donne. Purtroppo nel Salento in quest’ultimo anno, un’altra donna è stata uccisa ma contestualmente sono state oltre 600 le persone denunciate dall’Arma per reati da codice rosso, oltre 100 quelle arrestate e circa 140 quelle complessivamente colpite da misure cautelari. La delicatezza del fenomeno impone di continuare a tenere alta l’attenzione. Nel contrasto alla violenza di genere, infatti, nel delicato momento della formalizzazione di una denuncia, l’Arma opera con una “Rete nazionale di monitoraggio”, strutturata su Ufficiali di Polizia Giudiziaria, appositamente addestrati presso l’Istituto di Tecniche Investigative di Velletri, con l’obiettivo di sostenere le vittime nel loro percorso di denuncia e supportare i Reparti sul territorio nello sviluppo delle indagini, anche attraverso il raccordo con la Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche per un compiuto apprezzamento dei casi. La violenza di genere e le correlate procedure operative sono materie di continuo approfondimento in tutti i corsi di formazione di base e oggetto di periodici aggiornamenti.