Fa spesa nel discount vicino casa, ma in un altro comune. Un avvocato: ‘La multa è ingiusta, rientra nello stato di necessità’

Nella giornata di ieri era stato multato un uomo di Castromediano che si era recato al vicinissimo supermercato leccese per fare la spesa. Per le Forze dell’Ordine non aveva rispettato il limite territoriale. Ma l’Avv. Marco Ruggio non la pensa così

La lettera di una lettrice di Leccenews24.it che ha raccontato con dispiacere e rabbia la multa di 370 euro ricevuta dal marito in cassa integrazione per non aver rispettato il limite territoriale nel momento in cui si era recato a fare la spesa sta facendo discutere tanto in città e non solo.

L’uomo che abita a Castromediano, frazione sì di Cavallino ma alle porte del capoluogo, si era recato al vicino supermercato Eurospin, situato a 800 metri da casa, per acquistare il necessario al sostentamento della famiglia. Quando al rientro le Forze dell’Ordine lo hanno fermato, pur in presenza di regolare scontrino, non hanno voluto sentire ragioni: ‘Castromediano è frazione di Cavallino e l’uomo avrebbe dovuto recarsi in un supermercato di Cavallino, anche se ubicato a qualche chilometro di distanza; questo prevede il cosiddetto limite territoriale che contingenterebbe gli spostamenti nel periodo di guerra al coronavirus’. Queste in soldoni le motivazioni della multa, comminata in un periodo di difficoltà economica per la famiglia.

Dura lex, sed lex’ a detta dei militari. Ma la famiglia in questione non la pensa così, anzi ritiene di essere stata vittima di una vera e propria ingiustizia. Oltre alla lettera alla redazione di Leccenews24 è indubbio che arriveranno altre forme di tutela. Qualche settimana fa il Sindaco di Lizzanello, rivolgendosi ai suoi abitanti che lamentavano l’assenza nel loro comune di discount economici, aveva dato una lettura di buon senso dei dispositivi normativi anti Covid-19, interpretandoli in maniera diversa: ‘Rientra nello stato di necessità la situazione di difficoltà economica di una famiglia che per fare la spesa, dinanzi alle ristrettezze e al bisogno, scelga di recarsi nel discount più vicino al luogo di residenza, preoccupandosi di portare con sè l’autocertificazione’.

Ieri gli Uomini dell’Arma l’hanno pensata in maniera diversa, ma a sostegno della famiglia ci scrive oggi l’avvocato Marco Ruggio, che in punta di diritto riporta tutte le motivazioni che farebbero propendere per le ragioni dell’uomo multato. Riportiamo per intero il parere del legale che può fungere da stimolo alla discussione e magari aprire la pista a chiarimenti interessanti che potrebbero sgomberare il campo da inutili equivoci.

Limite territoriale, il parere dell’Avvocato Marco Ruggio

‘La sanzione è stata irrogata il 14 aprile 2020, giorno di entrata in vigore del Dpcm 10 aprile 2020, che prolunga le restrizioni sino al 3 maggio prossimo. Con l’entrata in vigore del Dpcm 10 aprile 2020, cessano di avere efficacia i vecchi Dpcm 8, 9, 11, 22 marzo nonché il Dpcm 1 ° aprile 2020. Nella sostanza non cambia nulla: restano fermi i medesimi divieti. Del pari restano ferme anche le chiavi di lettura interpretative proposte con le diverse Circolari emesse, in particolare, dal Ministero dell’Interno; circolari che hanno la natura di atti meramente interni della pubblica amministrazione, che, contenendo istruzioni, ordini di servizio, direttive impartite dalle autorità amministrative centrali o gerarchicamente superiori agli enti o organi periferici o subordinati, esauriscono la loro portata ed efficacia giuridica nei rapporti tra i suddetti organismi ed i loro funzionari.

Se, dunque, le circolari amministrative non possono spiegare alcun effetto giuridico nei confronti di soggetti estranei all’amministrazione (i cittadini), sono tuttavia destinate ad esercitare una funzione direttiva nei confronti degli uffici dipendenti: in questo caso nei confronti del personale addetto al controllo del territorio, con l’obbligo per gli agenti di uniformare il loro comportamento alle logiche interpretative proposte dal Ministero.

Nel caso specifico può farsi riferimento alla Circolare 15350/117 del 23 marzo 2020 a mente della quale “Rimangono consentiti i movimenti effettuati per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune.

Nella vicenda occorsa alla lettrice, dunque, ben poteva essere applicata questa lettura favorevole, tenendo conto della vicinanza del centro commerciale all’abitazione e della circostanza che l’approvvigionamento di viveri è ordinariamente ritenuta “situazione di necessità” ove non addirittura di “assoluta urgenza” per rispondere a esigenze primarie non rinviabili, attività indispensabile per tutelare un diritto primario non altrimenti efficacemente tutelabile (Circolare Ministero Interno 12/03/2020). Ai sensi della Direttiva Interno 14606 del 08/3/2020, l’onere di prova, peraltro, è sufficientemente assolto producendo l’autodichiarazione’.



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