Covid-19, risposte su gestione e monitoraggio dei contagi. I sindacati: “sanità ancora paralizzata dalla pandemia”

Cgil, Cisl e Uil chiedono al prefetto un incontro urgente per discutere di monitoraggio, gestione della pandemia in Rsa, Rssa e ospedali nel Salento.

Monitoraggio, tracciamento e gestione dei casi nelle rsa. Sono questi i punti su cui i sindacati chiedono chiarezza e risposte. Arriva compatto ed unito l’appello dei sindacati confederali, della funzione pubblica e dei pensionati, per un incontro urgente con il Prefetto necessario a discutere della gestione della pandemia nelle rsa, rssa e ospedali salentini.

“Raccogliamo e condividiamo il grido di allarme lanciato dagli operatori sanitari che ogni giorno combattono in prima linea contro il Covid-19 e dai numerosissimi cittadini che ogni giorno si rivolgono alle sedi sindacali”. A lanciare il grido di allarme sono Cgil, Cisl e Uil, con le sigle di categoria dei lavoratori pubblici (Fp-Cgil, Cisl.Fp e Uil-Fpl) e dei pensionati (Spi, Fnp e Uilp) scendono in campo chiedendo un incontro urgente al prefetto Maria Rosaria Trio.

“Gli effetti di questa pandemia non devono essere scaricati sugli operatori sanitari, tantomeno sui cittadini anziani, i più fragili”, scrivono i sindacati, raccogliendo la preoccupazione di molti. Servono più risposte su alcuni punti chiave: da ormai un anno, infatti, operatori sanitari e cittadini a rischio subiscono l’impatto della pandemia, anche da un punto di vista psicologico.

È alla Asl di Lecce che le organizzazioni sindacali si rivolgono, per capire come intendono gestire la salvaguardia di pazienti e la messa in sicurezza delle strutture ospedaliere e sociosanitarie. È per questa ragione che l’invito a partecipare all’incontro con il Prefetto è esteso anche ai rappresentanti di Asl e Regione: “Da loro pretendiamo di sapere come si intenda fronteggiare la persistente pandemia in un territorio con 96 comuni. Negli ultimi 11 mesi non si è potenziata la medicina territoriale, ma si è soltanto creato colli di bottiglia negli ospedali, in particolare al Vito Fazzi”.

A preoccupare, infatti sono tutte le altre attività diagnostiche che anche in tempo di pandemia non si sono fermate ma, anzi, hanno sofferto della mancanza di personale e risorse rimodulate per combattere l’emergenza. “Di fatto, si sta paralizzando tutta l’attività diagnostica e terapeutica per le patologie non Covid-19 e si sta abbandonando al loro destino ed alla solitudine quei cittadini che cercano conforto e risposte nella sanità leccese. Non è più differibile un piano di coesistenza vera col virus, perché come si è andati avanti in questi mesi non è possibile proseguire”.



In questo articolo: