Disoccupato si inventa un nuovo lavoro: portare fiori ai defunti. La storia di Andrea

Cosa si fa per risolvere il problema della disoccupazione e della crisi attuale? La storia di Andrea insegna che, se c’è la volontà, è possibile inventarsi nuove professioni. E chissà che non diventi un esempio…

«Fare di necessità virtù» si suol dire. Il proverbio si adatta bene ai tanti, tantissimi disoccupati che non riuscendo a trovare lavoro si ingegnano per inventarsi una professione che possa aiutarli a “tirare a campare”. E non sono rari i casi in cui le idee più semplici si trasformano con un po’ di fortuna in business di successo. Basta sfogliare i giornali per rendersi conto che aumenta la schiera dei giovani che ricorrono all’arte di arrangiarsi pur di non darsi per vinti. Tutti hanno in comune una cosa: l’inventiva e il coraggio di cambiare pagina.
 
Non c’è da stupirsi, quindi, se molta gente si mostra disposta a fare di tutto pur di risolvere il problema. Esattamente come ha fatto Andrea, 30enne leccese che in questi giorni ha tappezzato tutto il suo quartiere nella zona 167 di volantini in cui offre di recarsi al cimitero per portare dei fiori sulla lapide dei cari…altrui.  
 
Nessuna tariffa fissa, ma una semplice offerta in cambio. «Da anni sono senza lavoro, vivo in un alloggio popolare ma a stento riesco a pagare l’affitto con il rischio di essere sfrattato da un momento all’altro – racconta Andrea – così ho avuto quest’idea».
 
Quanto ad originalità nulla da dire, tant’è che l’iniziativa a quanto pare sta trovando numerosi proseliti soprattutto tra anziane signore o vedove che non possono recarsi al camposanto a far visita al proprio defunto. Nonostante abbia iniziato da poco, infatti, il 30enne è riuscito già a trovare i suoi primi dieci clienti.  
 
«Tra poco – continua Andrea soddisfatto – con i soldi  guadagnati potrò fare l'assicurazione alla mia ape così sarà per me più facile lavorare».
 
Questo forse è l’insegnamento più bello: nonostante le difficoltà, la crisi che morde con sempre maggiore forza, la delusione bisogna sempre camminare a piccoli passi, ma sognare in grande. Come Andrea che pensa già a quando potrà scorrazzare fiori in mano a bordo della sua Ape.  



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