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Don Tonino Bello, il «vescovo degli ultimi»

by Redazione
20 Aprile 2026 15:01
in Attualità
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Antonio Bello, era questo il suo nome, ma per tutti quel “semplice prete” di Alessano era Don Tonino. Anche quando era diventato Vescovo non aveva rinunciato a stringere la mano di tutti, credenti e non, ma è tra i poveri, gli ultimi e gli emarginati che il parroco aveva trovato un volto amico. Non era per compassione, né per ‘carità cristiana’, ma per umanità: Don Tonino voleva dare loro dignità, accoglierli nella sua «Chiesa del grembiule»

Una volta, la notte del 31 dicembre, aveva deciso di portare alcuni barboni al ristorante per festeggiare con loro il capodanno. Dopo averli caricati in macchina e convinti a stare con lui, aveva ‘girato’ diversi ristoranti, collezionando rifiuti. Nessuno accettò di accogliere il Vescovo con i suoi “ospiti”, per paura che gli altri clienti scappassero. Umiliato, continuò a cercare fino a quando non trovò il luogo giusto. Questo è solo uno dei tanti aneddoti che si potrebbero raccontare di Don Tonino, il vescovo degli ultimi. Andava spesso in bicicletta e se non poteva lo si vedeva girare al volante della sua vecchia Fiat 500. Si fermava al bar per parlare con la gente, con parole che arrivano dritte al cuore e che toccano l’anima e aveva aperto le porte della sua abitazione nel palazzo vescovile a sfrattati e prostitute. Uomini e donne hanno bussato alla sua porta con la certezza di trovarla sempre aperta, di trovare un sorriso, una mano sempre tesa. Perché «la carezza non è mai un prendere per portare a sé, è sempre dare».

La gente lo amava e lui amava la gente perché aveva dato a tutti una speranza. In fondo, come ripeteva sempre, «Dio ti dà quello che non hai: il coraggio di sognare».

Sapeva che avrebbe dovuto arrendersi ad un tumore che lo aveva colpito allo stomaco, ma Don Tonino, il «prete semplice» non si è mai fermato. Non si è dato per sconfitto. Provato e sfiancato non aveva esitato a partire per Sarajevo, per una missione pacifista. Il 31 dicembre aveva partecipato, sotto una pioggia fitta, alla marcia della pace nella sua Molfetta. Se ne è andato il 20 aprile 1993 guardando un quadro della Madonna nella sua stanza. Aveva 58 anni.

 

«Ognuno di noi è un angelo con una sola ala. Non possiamo volare se non abbracciati all’altro».

 

Tags: don-tonino-bello
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