Al “Vito Fazzi” di Lecce il dolore diventa coraggio: Donati cuore, fegato e reni di un 41enne

Prelievo multiorgano al “Vito Fazzi” di Lecce. I familiari di un 41enne, deceduto a causa di una gravissima patologia, hanno acconsentito alla donazione dei suoi organi.

Impossibile descrivere a parole cosa spinge una famiglia, sopraffatta dal dolore per la perdita di un proprio caro, a trasformare la sofferenza in un gesto di generosità. Ci vuole una enorme dose di coraggio a pensare alla vita degli altri in un momento in cui qualcuno che hai amato, una persona a cui hai voluto bene, ti ha appena lasciato.

Eppure accade, fortunatamente, sempre più spesso. I parenti di un 41enne, scomparso improvvisamente a causa di una gravissima patologia, hanno acconsentito alla donazione dei suoi organi.

Così, nel primo pomeriggio di oggi, all’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce si è messa in moto la macchina della solidarietà, coinvolgendo le diverse équipe chirurgiche, ma anche il personale che ruota attorno ad un sistema chiamato ad operare con estrema rapidità ed efficienza.

Cuore, fegato e reni dell’uomo saranno prelevati e destinati, dopo l’iter previsto per verificarne la compatibilità, ai diversi Centri specializzati in cui sono in lista d’attesa pazienti bisognosi di trapianto. Salveranno altre vite, permetteranno ad altri genitori, ad altri figli di vedere la luce in fondo al tunnel.

Un compito non facile anche per il personale che si è stretto attorno ai giovani familiari del donatore, colpiti da un’immane tragedia proprio durante le vacanze nel Salento. Alla famiglia la ASL di Lecce porge le più sentite condoglianze e rivolge un ringraziamento per il gesto di grande generosità e solidarietà di cui si è resa protagonista e che ha un ulteriore valore, poiché rafforza con l’esempio il paziente lavoro di sensibilizzazione svolto quotidianamente dagli operatori sanitari e dal mondo del volontariato.

Come sempre con un obiettivo: trasformare un dramma in una catena capace di donare la vita ad altre persone.

“Prega per mio marito”, il post di don Gianni Mattia

Non manca, anche in questo caso, un pensiero di don Gianni Mattia, cappellano dell’Ospedale leccese che quotidianamente guarda sul volto dei pazienti la sofferenza e condivide con loro il dolore per renderlo più lieve.

«La moglie mi scrive. Prega per mio marito. Io sono fuori – scrive – ma il mio cuore è con loro. Il dolore è sempre con me anche se lontano… preghiamo, preghiamo, preghiamo…da una vita sboccia la vita…un abbraccio d’Amore stringa il piccolo e sua moglie»



In questo articolo: