Dossier statistico sull’immigrazione: nel 2014, oltre 19mila stranieri residenti in Salento

Nel Salento si contano oltre 19mila residenti stranieri, mentre in Puglia oltre 110mila (circa il 2,7% della popolazione residente). Dati illustrati durante la presentazione del Dossier Immigrazione 2014.

Il fenomeno dell’immigrazione nel nostro paese è materia prettamente attuale, tanto da essere stato analizzato con scrupolosità dal centro studi e ricerche IDOS. Ecco nascere, dunque, il “Dossier Statistico Immigrazione 2014. Dalle discriminazioni ai diritti. Rapporto UNAR”, illustrato alla stampa in Provincia di Lecce durante una conferenza organizzata da Integra Onlus e dall’Associazione Salento Crocevia. Un vero e proprio rapporto annuale curato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali. Emerge un dato importante: nella regione Puglia – che nella sola area salentina conta oltre 19mila residenti stranieri – rispetto alle altre realtà italiane, è possibile lavorare in un clima di minore intolleranza, considerando anche una politica migratoria giudicata dai relatori piuttosto positiva.

A livello regionale, invece, si registrano oltre 110mila immigrati, ovvero il 2.7% della popolazione residente. Parlando dal punto di vista nazionale, invece, i numeri toccano la quota di oltre cinque milioni di stranieri, con una percentuale dell’8,1% della popolazione residente. Dati alla mano, significa che l’Italia si allinea perfettamente alle grandi nazioni d’immigrazione in Europa, tipo Francia e Germania. Nel 2013, invece, la Puglia accoglieva oltre 96mila residenti stranieri. Ciò determina un segno “+” in relazione all’anno che sta per concludersi. Non solo. Tale presenza si è stabilizzata, seppur con percentuali inferiori alla media nazionale.

«Attualmente – spiega Franco Merico, presidente dell’Associazione Salento Crocevia – due risultano gli obiettivi per un migliore assorbimento del fenomeno: concedere la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia, specie quelli che hanno frequentato le nostre scuole, e la concessione di diritti quali ad esempio il voto amministrativo». Il prof. Merico sottolinea che, da punto di vista strategico, far partire un cittadino immigrato formatosi qui in Italia rappresenta uno svantaggio, poiché quelle conoscenze non sarebbero più a disposizione del Belpaese. «Del resto, esistono esempi di immigrati trasferitisi in Svizzera, o anche Australia, inseriti perfettamente nel sostrato culturale di quelle nazioni. Bisogna partire da tali realtà per realizzare delle politiche migratorie funzionanti da attuare nella nostra terra. Per ottenere ciò, ovviamente, serve l’aiuto dell’associazionismo». In poche parole occorre vedere l’immigrato come un’opportunità, non una “emergenza”.

Aspetto, quest’ultimo, sottolineato da Klodiana Cuka, presidente di Integra Onlus:«Il cambiamento deve partire dal basso, da tutte le associazioni del territorio, così che la voce degli immigrati possa giungere alle orecchie della polis. Peraltro, quel che stiamo analizzando oggi va inserito nella settima conferenza salentina della immigrazioni. Un impegno costante che sta durando negli anni».

Leggendo il rapporto, e soffermandosi un attimo sui numeri, emerge un aumento del 10/15% del fenomeno immigrazioni, destinato, oltretutto, a crescere negli anni a venire. Una spiegazione precisa viene fornita dalla dott.ssa Antonella De Blasio, ricercatrice presso l’Università di Bologna:«È cambiata la composizione dei flussi immigratori: diminuiscono quelli collegati all’ottenimento dei permessi di soggiorno per ragioni lavorative, mentre aumento quelli relativi al ricongiungimento familiare. Lo si deve sia a causa della disoccupazione italiana, sia ad alcune situazioni particolari esplose in paesi come la Siria». L’Italia, dopo la tragedia di Lampedusa, ha risposto alla domanda di immigrazione attraverso l’operazione ‘Mare Nostrum’. Nel dettaglio, sono stati incrementati i finanziamenti per le operazioni di salvataggio in mare; operazioni che, peraltro, risultano obbligatorie in virtù di un accordo europeo stabilito dalla Convenzione di Ginevra.

Infine, nell’occasione della conferenza stampa, la dott.ssa De Blasio – peraltro membro dell’Associazione Salento Crocevia – ha annunciato che a breve sarà completato l’allestimento di una Biblioteca Interculturale all’interno del Museo “Sigismondo Castromendiano” di Lecce. Avrà varie funzioni, tutte rivolte all’integrazione sociale e all’incontro. 



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