Dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà malvagio, Zerocalcare firma un altro capolavoro che ti spezzera il cuore. Due spicci, la nuova serie animata di Michele Rech disponibile su Netflix, racconta, in modo dolceamaro, la fatica di diventare adulti, i rapporti che si trascinano nel tempo e quei debiti economici ed emotivi che, prima o poi, presentano il conto. Perché arriva sempre quel momento in cui la vita ti chiede di pagare quanto dovuto, frugando nelle tasche dell’anima, e tu sai di avere in saccoccia solo qualche monetina. Due spicci, appunto.
Fin dai primi minuti di Due Spicci di Zerocalcare si ha la sensazione di ritrovare vecchi amici. Ci sono le battute fulminanti che ti strappano una risata improvvisa, le ansie quotidiane, le sentenze ciniche dell’immancabile Armadillo, ma con il passare dei frame ci si rende conto di essere di fronte ad una resa dei conti. Non con il mondo, ma con sé stessi.
La storia, questa volta, ti entra sotto pelle con una delicatezza disarmante, ti fa sorridere e subito dopo ti lascia un nodo in gola quando parla del tempo che passa, delle persone che cambiano, dei sogni che pensavi di avere ancora nel cassetto, che credevi di custodire al sicuro e che invece hai lasciato da qualche parte lungo la strada.
La trama senza spoiler di Due Spicci: quando i debiti non sono solo economici
La storia segue Zero e il suo storico gruppo di amici nella periferia romana. Al centro della vicenda c’è la gestione di un piccolo locale che si trasforma rapidamente in una fonte di problemi economici, tensioni e responsabilità inattese. Tra debiti, amicizie messe alla prova, amori rimasti in sospeso, occasioni perdute che tornano a bussare di notte e paure mai affrontate, ogni personaggio affronta il suo conto aperto con il passato.
Guardando la serie è impossibile non riconoscersi almeno una volta. In quella sensazione di essere rimasti gli stessi mentre tutto intorno cambia. Nella paura di prendere decisioni definitive. Nel desiderio di tornare indietro quando la vita diventa troppo difficile.
Chi ha amato Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo ritroverà molti degli elementi che hanno reso celebre Michele Rech. Come nelle precedenti opere c’è l’Armadillo che continua a rappresentare la coscienza critica del protagonista, ma questa volta il tono è più malinconico e riflessivo. Le risate non mancano, ma sono spesso accompagnate da una sensazione di nostalgia e inquietudine.
Perché vedere Due Spicci
Ci sono serie che finiscono e basta. Poi ci sono quelle che, quando scorrono i titoli di coda, restano sedute accanto a te sul divano. Due Spicci, la nuova serie di Zerocalcare, appartiene a questa seconda categoria. Perché non offre risposte facili e non cerca mai di impartire lezioni di vita. Racconta persone normali, imperfette, che provano ad andare avanti come possono, trascinandosi dietro errori, paure e responsabilità che diventano sempre più difficili da ignorare. È una storia che parla di amicizia, ma anche di quel momento in cui capisci che crescere significa fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte. Anche quando tutto quello che ti resta dentro, per l’appunto, sono solo due spicci.






