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Uccise la madre con un’ascia dopo una lite. 22enne rischia il processo

Nel frattempo, il 22enne di Racale, Filippo Manni, matricida reo confesso, ha lasciato il carcere ed è stato trasferito, nei giorni scorsi, in una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica.

by Redazione
17 Giugno 2026 10:51
in Cronaca
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Il 22enne di Racale, Filippo Manni, matricida reo confesso, ha lasciato il carcere ed è stato trasferito, nei giorni scorsi, in una Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica. Uccise la madre Teresa Sommario, con un ascia da boyscout del fratello, dopo un rimprovero in casa, circa un anno fa.

La decisione del gip Giulia Proto è maturata all’esito di una perizia psichiatrica che era stata precedentemente disposta ed affidata ad uno specialista dal gip Valeria Fedele, nell’ambito  dell’incidente probatorio. Dalla consulenza sarebbe emerso come il ragazzo sia affetto da un vizio parziale di mente, ma capace di stare in giudizio.

Intanto, giovedì scorso, era prevista l’udienza preliminare (rinviata per l’astensione degli avvocati) davanti al gup Giulia Proto per discutere la richiesta di rinvio a giudizio del pm Simona Rizzo, ma è stata rinviata all’8 ottobre, quando il giudice dovrebbe decidere se mandare a processo l’imputato. Filippo Manni è difeso dall’avvocato Rocco Alagna del Foro di Bologna.

Il giovane studente universitario, venne condotto in carcere, dopo il decreto di fermo. Ma in queste ore, come detto, è stato trasferito in una Crap.

Il 22enne, al termine dell’interrogatorio, durante l’udienza di convalida, presso il carcere di Borgo San Nicola, confermò in lacrime di avere ucciso la madre dopo un rimprovero, affermando di averla prima colpita al petto, mentre era seduta alla scrivania nello studio.

L’omicidio avvenne in via Toscana, intorno alle 14, del mese di giugno del 2025, a Racale, dopo un lite in famiglia, sfociata nel sangue. La vittima, una stimata dipendente della Cnh, è l’ex moglie dell’assessore ai lavori pubblici, Daniele Manni. Le indagini vennero eseguite dai carabinieri del nucleo operativo di Lecce, dai colleghi del Nor di Casarano e della compagnia di Racale.

Ora si attendono gli sviluppi dell’udienza preliminare.

Tags: omicidi
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