Ci sarà un incidente probatorio per fare chiarezza sulla morte di Roberta Bertacchi, la 26enne ritrovata impiccata, il 6 gennaio del 2024, sul balcone della sua abitazione a Casarano con una sciarpa.
Va detto che nel mese di maggio, il gip Francesco Valente aveva disposto nuove indagini, da compiere nell’arco dei successivi tre mesi, su Davide Falcone, 36enne di Casarano, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della fidanzata. Difatti, il giudice, dopo l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal pm Rosaria Petrolo, per il reato di istigazione al suicidio e la camera di consiglio dello scorso aprile, ha disposto altri accertamenti investigativi, accogliendo la richiesta dei familiari di Roberta, assistiti dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano.
Si attendono gli sviluppi dell’incidente probatorio che si terrà in tribunale, a partire dal prossimo 23 giugno, davanti al gip Valente, il quale ha accolto la richiesta della Procura.
L’incidente probatorio riguarderà vari aspetti. Vi sarà una consulenza sui file audio e video, nella fascia oraria compresa 2 e le 4 di notte del 6 gennaio del 2024. E poi, verrà disposta una consulenza tecnico comparativa delle impronte rinvenute sulla porta d’ingresso e la pensilina dell’abitazione di Roberta. Non solo, sarà eseguito un accertamento peritale per la ricerca datazione di eventuali tracce biologiche, in particolare sugli indumenti (anche sulla sciarpa), indossati dalla ragazza, al momento dei fatti.
Ricordiamo che Davide Falcone, nei giorni scorsi, è finito sotto processo, al termine dell’udienza preliminare, ma solo per i maltrattamenti verso la fidanzata, Roberta Bertacchi, che secondo l’accusa, sarebbero avvenuti dal mese di ottobre 2023 fino al giorno della sua morte. Il gup Anna Paola Capano ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Petrolo.
Davide Falcone è assistito dagli avvocati Giorgio Caroli e Mariangela Calò e potrà difendersi dalle accuse nel corso del processo. I familiari di Roberta Bertacchi si sono già costituiti parte civile, durante l’udienza preliminare.






