Due squali elefante avvistati nel Salento: niente paura, sono innocui

Alcuni giorni fa, la Guardia Costiera di Gallipoli ha avvistato due esemplari di squalo elefante a Santa Maria di Leuca e Porto Cesareo. Chiunque ne veda uno, è pregato di segnalarlo su facebook a ‘Operazione Squalo Elefante’.

Sono tornati anche quest’anno in Salento gli squali elefante, veri e propri “giganti” lunghi 8-9 metri ma assolutamente innocui, considerando che si cibano solo di plancton. Circa tre/quattro giorni fa gli uomini della Guardia Costiera di Gallipoli hanno avvistato due esemplari nuotare in superficie a Santa Maria di Leuca e a Porto Cesareo. Una sorpresa in tempo reale vissuta direttamente dalla motovedetta. Dopodiché, è scattata la segnalazione alle responsabili di “Operazione Squalo Elefante”, un progetto internazionale di ricerca e conservazione della specie rara e a rischio estinzione.

Le due ricercatrici, Eleonora de Sabata e Simona Clò – in missione da Roma si sono subito messe a pattugliare la costa ionica nel tentativo di marcare gli squali con trasmettitori satellitari, così da seguirli nelle loro migrazioni annuali. Il progetto accerta come la Puglia, insieme alla Sardegna, rappresenti l’unico luogo conosciuto in Mediterraneo dove risulti possibile osservare con regolarità questa specie. Ovviamente, chiunque dovesse notare una “grande pinna” in superficie, è pregato di avvisare subito la Guardia Costiera o segnalarlo attraverso il profilo Facebook ufficiale di Operazione Squalo Elefante (facebook.com/operazionesqualoelefante).

Gli squali elefante, o cetorini, si avvicinano alla costa per pochi giorni l’anno, di solito in febbraio o marzospiegano le ricercatrici. “Nonostante le loro dimensioni, però, trovare questi squali in mare è difficilissimo. Nei giorni scorsi siamo uscite in pattugliamento sia in volo, con un ultraleggero, che in mare con la Guardia Costiera, avvistando però solo un bel gruppo di delfini. Il brutto tempo ha fatto sospendere per ora le ricerche, ma il bel tempo previsto domenica ci spinge a chiedere la collaborazione del pubblico e dei tanti pescatori”.

Nel 2005 MedSharks ha dato vita all’Operazione Squalo Elefante (OSE), la prima ricerca “sul campo” in Mediterraneo su questo grande squalo a cui collaborano diverse Università internazionali. Il progetto è condotto insieme al CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile) capofila anche di SharkLife, con il supporto della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, e vede la fattiva collaborazione del Corpo della Capitaneria di Porto Guardia Costiera e dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo.

Lo squalo elefante, o cetorino, è uno dei più grandi animali marini italiani, secondo per dimensioni solo alla balenottera. Instancabile nuotatore, capace di attraversare interi oceani. Nonostante la sua mole e l’abitudine di nuotare in superficie, dove trova gli sciami di gamberetti, lo squalo elefante è un animale misterioso. Scarsissime però appaiono le informazioni sul Mediterraneo. “OSE” si affianca ad un altro importante progetto dell’Unione Europea, denominato “Life+”, che ha a cuore la salute degli squali nel Mediterraneo. Si chiama “SharkLife” vuole salvaguardare concretamente questi animali attraverso la riduzione della mortalità, causata dalla pesca professionale e sportiva in Italia.



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