E non vi vergognate…? Il caso indegno delle cave di Marco Vito

Una discarica abusiva, contenente quantità enormi di rifiuti di ogni tipo offende il decoro della città di Lecce in via del Ninfeo. Tra la stazione ferroviaria e viale Grassi, a due passi dalle cave di Marco Vito, lì dove dovrebbe essere realizzato il progetto di Alvaro Siza.

C’è da vergognarsi. E ci vuole coraggio ad essere concittadini o conterranei di quei barbari matricolati che hanno accumulato rifiuti di ogni tipo al cospetto delle cave di Marco Vito, in via del Ninfeo a Lecce. Guardare per credere. Un vero schifo, una miseria urbana e la colpa non ci dite che è dell’amministrazione comunale che non ha pulito o non ha fatto in tempo, la colpa è di quei banditi che vanno a scaricare di tutto e che ci fanno vergognare.

E' chiaro che se arrivasse un friulano o un veneto da noi, penserebbe che siamo un popolo di primitivi. Nemmeno i cavernicoli farebbero questo. Proprio in un luogo importante dal punto di vista delle strategie di promozione dell’immagine della città. Ci verrebbe voglia di appostarci dietro i cespugli e spiare i delinquenti che gettano materassi, televisori e altro e poi prelevarli di peso e portarli dai carabinieri e verificare che la Giustizia faccia giustizia, sbattendoli in galera, dopo averli costretti a ripulire la strada.

E ci tratteniamo, perché vorremmo dirne altre quattro, ma per rigore morale non lo facciamo, altrimenti rischieremmo di sembrare volgari, mentre invece siamo solo inferociti e disgustati.

Ci auguriamo che l’autorità amministrativa voglia prendere a cuore questo caso limite, che va in scena proprio dinanzi al grande parco della “tagghiate” che dovrebbe (forse) cambiare il volto di quella zona periferica (non tanto periferica) di Lecce, con il progetto del ribaltamento della stazione ferroviaria e il grande ponte realizzato dall’archistar Alvaro Siza.

Al sindaco Perrone e all’assessore all’ambiente Guido una preghiera: che si impegnino, cortesemente, a far ripulire questa porcheria, e dopo magari possa giungere l’appello a tutti i cittadini per bene. Che segnalino i maldestri tentativi di offesa al pubblico decoro, dichiarando guerra a questi mascalzoni a cui daremmo volentieri un calcio dove non batte il sole.



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