Si sono presentati di buon’ora davanti ai cancelli degli istituti scolastici di tutta Italia, armati di vocabolario, dizionario dei sinonimi e contrari e di quella miscela inconfondibile di ansia, attesa ed emozione che accompagna ogni maturando. Per migliaia di studenti è arrivato il giorno degli esami di maturità.
Con l’apertura del plico telematico che ha svelato le tracce, è cominciata la prima prova, quella di italiano, forse la più temuta. Per arrivare preparati al “grande giorno”, i maturandi hanno cercato su internet qualche ‘soffiata’ per affrontare lo scritto senza preoccupazioni, ma alla fine le tracce svelate dal Ministero non confermano mai, o quasi mai, le indiscrezioni del «toto-tema».
Chiunque abbia affrontato la maturità lo sa: l’esame è un rito di passaggio che resterà impresso per tutta la vita. Gli anni trascorsi tra i banchi, le amicizie nate, consolidate o perse, i professori amati o temuti, le risate nei corridoi e le notti passate a studiare. Oggi, in quella sala dell’ultimo scoglio, c’è molto più di un compito scritto: c’è un’epoca che finisce. C’è il passato che saluta e un futuro che bussa timidamente alla porta. Chi si siede davanti a quel foglio bianco lo sa di presentarsi con un bagaglio di cinque anni di risate, ansie, legami, delusioni, scoperte.
Non esiste una “maturità” uguale per tutti, ogni studente si è presentato all’appuntamento con una storia diversa. C’è chi ha trascorso l’ultima notte sui libri, chi ha cercato di combattere l’ansia ripassando fino all’ultimo minuto, chi ha scelto di affrontare tutto con leggerezza e un sorriso, chi ha aspettato l’alba con i compagni e chi, fino a ieri sera, ha cercato qualche indiscrezione sui grandi autori della letteratura italiana che potrebbero uscire o sui temi di attualità più dibattuti considerati favorevoli.
Dietro i banchi, però, questa mattina c’erano le stesse sensazioni: l’attesa per l’apertura delle tracce, il timore di trovarsi davanti a un argomento inatteso e la consapevolezza di vivere uno dei momenti più significativi del percorso scolastico. Da Nord a Sud, però, questa mattina l’emozione era la stessa. Perché la prima prova di italiano non rappresenta soltanto l’inizio dell’esame di maturità: è il momento in cui migliaia di ragazzi si voltano per un istante a guardare il percorso compiuto e, subito dopo, provano a immaginare la strada che li attende.
Le tracce
Come sempre, le 7 tracce sono divise in 3 tipologie: tipologia A analisi del testo; tipologia B testo argomentativo; tipologia C tema di attualità. Durata massima 6 ore: questo il tempo che gli studenti avranno a disposizione per concludere la prova; voto massimo 20 punti.
Tipologia A
- Proposta A1 – Cesare Pavese, Passerò per Piazza di Spagna, in Antologia della poesia italiana, Novecento, volume primo, diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, Einaudi, Torino, 2018.
- Proposta A2 – Vitaliano Brancati, I piaceri, Bompiani, Milano, 1964, pp.5-8. I piaceri della memoria
Tipologia B “Analisi e Produzione di un testo argomentativo”
- Traccia B1 – Testo tratto da Assemblea Costituente (Insediamento e discorso del Presidente Giuseppe Saragat), Seduta del 26 giugno 1946 in Camera dei Deputati.
- Traccia B2 – Testo tratto da Piero Bianucci, Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire, Zanichelli, Bologna, 2008. Pp. 125-126.
- Traccia B3 – Un brano di Frank Furedi, I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere.
Tipologia C “Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativi su tematiche di attualità”
- Proposta C1 – Testo tratto da: Wenke Husmann, Funziona a meraviglia, in “Internazionale”, anno 33, 23 gennaio 2026, pag. 58 (
- Proposta C2 – Testo tratto da: Mario Calabresi, Alzarsi all’alba, Mondadori, Milano, 2025, pp. 10 -11.
Naturalmente ci sono anche gli studenti salentini all’opera e, se un tempo alla vigilia delle prove difficilmente si usciva da casa, ieri sera, nella “Notte prima degli esami”, gli alunni si sono radunati davanti alla alla scuola o in strada, con un animo tutt’altro che teso. Ciò che conta davvero, in fondo, è che ogni ragazzo ha provato a scrivere un pezzo della propria storia. E non c’è voto che valga quanto questo.






