Ex Ospedale dello Spirito Santo, i lavori possono continuare. Data ragione alla ditta aggiudicatrice

A sentenziarlo il Tar di Lecce. L’azienda rappresentata dall’avvocato Pietro Quinto. Si tratta di uno dei monumenti di maggiore prestigio presenti nel centro storico di Lecce, facendo ingresso da Porta Rudiae.

Possono andare avanti i lavori per 5 milioni di euro per il recupero dell’ex Ospedale dello Spirito Santo che la Direzione Regionale dei Beni Culturali vuole destinare a sede della Soprintendenza di Lecce.
 
È questa la decisione del Tar di Lecce (Presidente Cavallari, Estensore Palmieri) che ha rigettato il ricorso proposto da una ditta che aveva contestato l’aggiudicazione dei lavori alla Salvatore Ronga s.r.l., difesa in giudizio dall’avvocato Pietro Quinto insieme agli avvocati Andrea Rallo e Michele Lopiano.
 
La controversia era stata già vagliata in sede cautelare sia dal Tar salentino che dal Consiglio di Stato ed entrambi avevano dato ragione all’operato del Ministero dei Beni Culturali, difeso dall’Avv. Antonio Tarentini dell’Avvocatura dello Stato.
 
L’intervento è di notevole portata, considerato che l’ex Ospedale, edificato nel lontano 1394, è uno dei più prestigiosi monumenti del Centro storico cittadino.
 
“La sentenza – spiega l’avvocato Quinto – affronta una serie di questioni: merita, in particolare, di essere sottolineata l’interpretazione fatta dal Tribunale relativamente alla portata delle nuove previsioni del Codice degli Appalti. I Giudici leccesi hanno fatta propria una tesi per così dire sostanzialistica che consente all’Amministrazione appaltante di poter chiedere una integrazione della documentazione facendo uso del potere/dovere di soccorso istruttorio”.
 
L’edificio in questione si trova nel centro storico del capoluogo, facendo ingresso da Porta Rudiae.
 
L’immobile, dopo una sua demolizione, venne riedificato a cura dell’architetto Gian Giacomo dell’Acaya e l’Ospedale assunse il nome di Santo Spirito, nome che conservò fino al 1873, quando fu trasferito all’ex Vito Fazzi.
 
L’edificio è una testimonianza, non solo dell’architettura leccese, ma anche della gestione amministrativa dei servizi ospedalieri. Le cronache dell’epoca raccontano infatti che, di fronte alla cattiva gestione dei Padri Domenicani, si procedette alla loro sostituzione. Venne così costituito un organo di governo formato da un collegio di cittadini che eleggevano il Rettore ed il Cancelliere che aveva in custodia l’archivio e la biblioteca.
 
Su questa storia interviene adesso la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce che si pone essa stessa di estremo interesse.
 
“Il tutto ovviamente – prosegue l’avv. Quinto- quando, come era avvenuto nella specie, il concorrente aveva comunque prodotto documentazione che ben poteva essere oggetto di chiarimenti ed integrazione”.
 
I Giudici leccesi hanno poi chiarito che i requisiti soggettivi devono essere posseduti al momento della presentazione della domanda di partecipazione. Era sorta questione sul fatto che il giovane professionista – che per legge deve essere inserito nel gruppo di progettazione – avrebbe cessato di essere  “giovane” prima della conclusione dell’appalto.
 
Secondo il TAR le vicende successive alla presentazione della domanda, quale è il tempo occorrente all’Amministrazione per la definizione della procedura di gara, non possono ritorcersi contro il partecipante alla gara.
 
 “Ancora una volta – conclude il legale leccese – la vicenda si è contraddistinta per la celerità della decisione: il giudizio si è definito con una pronuncia di merito a distanza di poco più di sei mesi dall’inizio del contenzioso; è questo un ulteriore stimolo per le Amministrazioni Pubbliche sempre più chiamate a fare i conti con i tempi di definizione dei loro procedimenti e che quindi hanno bisogno di avere anche giudizi veloci come sono quelli che la Giustizia Amministrativa può assicurare”.