Expo, l’evento degli eventi, praticamente uno sconosciuto

A meno di quindici giorni dall’inaugurazione della fiera più importante del mondo si nota una totale mancanza di informazione sull’argomento. Il Salento e la Puglia sembrano poco interessati all’Expo di Milano, mentre si parla solo dei ritardi dei cantieri della fiera.

12 giorni appena all’apertura della più importante e grande fiera del mondo. L’Expo di Milano non è solo un appuntamento da non perdere ma è l’appuntamento per eccellenza, un momento nel quale si farà sintesi di tutto il lavoro fatto.

Lavoro ancora incompleto a guardare le foto inviate dai nostri collaboratori, l’Expo è ancora un cantiere e vederlo così sembra strano che il primo maggio, per magia, possa diventare un evento a tutti gli effetti, eppure ce la faremo, perché ciò che conta non è segnare il tempo e capire se siamo in ritardo e di quanto, ciò che conta e capire se sarà utile, se funzioneranno gli spazi espositivi, se ci sarà l’invasione degli ultracorpi, insomma se sarà un successo o no.

Noi non siamo tra quelli che in questi giorni parlano dell’expo solo per porre la questione ritardi nei lavori, anzi direi che ci importa poco, a noi piace più preoccuparci della partecipazione delle aziende pugliesi nel padiglione della nostra regione: capire, per esempio, quante realtà imprenditoriali del Salento investiranno nella fiera evento più importante che possa esserci.

Il cantiere, lo spazio espositivo, la cornice sono eventi collaterali rispetto alla cosa più importante e cioè la partecipazione di pubblico ed espositori.

Purtroppo alcuni indicatori in questo senso ci segnalano un ritardo, molto più preoccupante del ritardo dei lavori per realizzare le strutture. Qui ci si sta interessando troppo del contenitore e molto meno del contenuto, che invece farà la differenza. Il contenuto delle presenze, delle offerte, dei prodotti da esporre.

In fondo Expo gioca sull’idea dell’esposizione latu sensu, della proposta seducente, della vetrina elegante e in questo non ci può essere luogo migliore dell’Italia e probabilmente di Milano, la città più europea d’Italia.
A questo punto bisognerà solo capire perché dinanzi a questo ben di Dio, le istituzioni del nostro territorio, i signori politici e gli organi di informazione si siano occupati così poco, per non dire nulla di tale appuntamento, perché insomma una tale disattenzione e un tale disinteresse.

Ma se dell’Expo non ci frega niente, perché criticare il ritardo dei lavori. Non lamentiamoci dell’Italia, a volte essere italiani è molto peggio…



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