Pranzi in famiglia, passeggiate e ‘serate’ con gli amici. Gli spostamenti consentiti nella fase 2

Inizia il conto alla rovescia per la fase due di convivenza con il virus che dovrebbe cominciare il 4 maggio, a meno di grandi sorprese

Dopo il post del premier Giuseppe Conte sulla sua pagina Facebook in cui parlava della fase due di convivenza con il virus che dovrebbe partire il 4 maggio, quando scadrà l’ultimo decreto e le restrizioni imposte impedire la diffusione del Covid19, una delle domande più frequenti dai cittadini ormai stanchi è stata quella sugli spostamenti. Saremo finalmente liberi di uscire dopo settimane di isolamento? Nì è la risposta più giusta. O sì, ma a certe condizioni.

Tutto dipenderà dalla curva disegnata dai contagi che ha cominciato la sua discesa, ma soprattutto dall’ormai noto fattore «R0» (R con zero), l’indice di contagiosità, che dovrà restare sotto la soglia di 1 (cioè che una persona positiva ne infetta un’altra).

È ormai certo che il ritorno alla normalità sarà a distanza di sicurezza, visto che il distanziamento sociale è l’unica arma a disposizione per non vanificare gli sforzi fatti. Come è ormai certo che sarà obbligatorio indossare mascherine e guanti. Ma potrò spostarmi in un altro comune senza “comprovati motivi”? E viaggiare?

L’orientamento del Governo sembra quello di togliere il divieto di spostarsi liberamente nel comune di residenza e probabilmente anche fuori, ma l’unico ‘viaggio’ consentito almeno per le prossime settimane sarà quello nella stessa Regione.

Dovrebbe essere consentito invitare a casa amici e parenti per un pranzo o una cena. Ok anche allo sport. Si potrà passeggiare nei parchi, raggiungere le seconde case, andare al mare, ma lidi e stabilimenti balneari dovranno essere attrezzati per garantire distanze di sicurezza.

Ovviamente senza esagerazioni. Non si potrà uscire in gruppo né «sarà un “liberi tutti”», come ha dichiarato il Premier e incontrare le persone care, dopo mesi di quarantena, non significa organizzare party o aperitivi per ‘festeggiare’ la fine dell’incubo perché il pericolo che scoppino nuovi focolai è sempre alto.

Si tratta solo di ipotesi, “supposizioni” in attesa che Conte presenti il piano messo a punto dal Governo per la fase 2.



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