Lecce senza tradizionale Festa di Sant’Oronzo, niente luminarie né processione

Causa pandemia, anche quest’anno la Festa di Sant’Oronzo si celebrerà in tono minore. Niente processione per le strade del centro, ma anche niente luminarie e bancarelle

Non era solo un evento in onore dei patroni della città, la festa di Sant’Oronzo chiudeva l’estate e segnava la fine di una stagione e il ritorno a casa. Certo non era più “quella di una volta”, la magia si era un po’ persa, affievolita dai tanti eventi che animano il Salento ad agosto, ma ora che il Coronavirus ha costretto ad uno stop si sente la mancanza delle bancarelle, delle luminarie, della banda, del luna-park, della folla che naso all’insù passeggiava felice.

Anche quest’anno le celebrazioni in onore dei Santi Oronzo, Giusto e Fortunato saranno in tono minore.  Niente riti civili e nemmeno religiosi, perché la terza ondata è ormai alle spalle, ma la lotta al Covid19 non è ancora finita. E richiede prudenza. Non ci saranno le luminarie a colorare il cuore del centro storico, almeno per ora. Non ci saranno le bancarelle e nemmeno la processione per le vie del centro storico, scandita da canti religiosi, preghiere e litanie, dalla musica inconfondibile della banda e dai botti che, di tanto in tanto, vengono sparati in lontananza. Non ci sarà la festa.

La Curia sta valutando la possibilità di celebrare una Santa Messa in piazza Duomo rispettando tutte le regole necessarie a frenare la diffusione del virus o di portare in piazza la statua di Sant’Oronzo e dei patroni per una preghiera, ma è tutto un forse. Fino al 24, 25 e 26 agosto c’è tempo, ma quel che è certo è che la festa non avrà i connotati della festa patronale, con quell’unione di sacro e profano che hanno catturato e incantato i turisti in vacanza nel Salento e reso queste celebrazioni imperdibili, da incastrare assolutamente tra un appuntamento e un altro.

Pala: “L’amministrazione ci ripensi”

Un’occasione persa, per Giorgio Pala che, nei giorni scorsi, aveva chiesto un impegno in più per organizzare la festa anche per dare un segnale di rinascita, dopo un anno (il secondo) difficile. Anzi, per il consigliere comuninale è anche una decisione incoerente.

«I contagi sono al minimo, tutta Italia è in zona bianca, siamo quasi giunti all’immunità di gregge, entro l’1 Luglio sono programmate tutte le riaperture… eppure ci spaventiamo di una processione religiosa, di qualche bancarella e di un’area per le giostre? Questa scelta ha del ridicolo ed invito l’amministrazione a ripensarci, venendo incontro alle esigenze dei leccesi ed istituendo almeno due aree, delimitate e nel rispetto della sicurezza: una per le bancarelle e una per i giostrai» si legge nel comunicato a sua firma.

«Sant’Oronzo, nonostante ciò che qualcuno possa pensare, non è appannaggio esclusivo della Curia o dell’Amministrazione Comunale. Sant’Oronzo è dei Leccesi» conclude Pala.

Le precisazioni del Sindaco Carlo Salvemini

Carlo Salvemini intervista (ph. Mattia Maniglio)

Era del tutto ovvio che alla notizia di una festa patronale in tono minore, senza bancarelle, luminarie e processione si scatenassero le polemiche dei leccesi che non hanno tardato sui social a prendersela anche con il sindaco considerandolo eccessivamente ‘prudente’ nell’intraprendere le iniziative che evidentemente in tanti si aspettano. Così nel pomeriggio Carlo Salvemini ha voluto fare alcune precisazioni, ricordando che se la festa religiosa dovesse essere in tono minore, come stabilito dalla Curia – per evitare ogni forma di pericoloso assembramento – anche la festa civile ne risentirebbe consequenzialmente. Il primo cittadino ha tuttavia voluto smorzare le polemiche: “Al momento, dunque, non ci sono risposte nette o definitive alla domanda: si farà la festa di Sant’Oronzo, e in che forme? Ancora non lo sappiamo. La volontà, da parte dell’amministrazione, è fare tutto ciò che sarà possibile insieme alla Curia e alla Prefettura per onorare responsabilmente questa ricorrenza, come tutti desideriamo. Noi faremo così: insieme alla Curia e alla Prefettura, guardando attentamente a ciò che le disposizioni governative – che valgono per Lecce come per il resto dei Comuni d’Italia – consentiranno per il prosieguo dell’estate, assicureremo alla città di poter festeggiare il Santo Patrono, nelle forme consentite”.

 



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