‘Simu fimmine, sia scangiate ca cunzate’, la filastrocca di Miriam Perrone per un 8 marzo tutti i giorni

La sua filastrocca in dialetto nord-salentino, Miriam Perrone la dedica alle donne, nella loro giornata. Nulla può offuscare i loro sogni e le loro aspettative

L’8 marzo si celebra la festa della donna che un “falso storico” lega al dramma accaduto negli Stati Uniti, quando alcune operaie, chiuse in una fabbrica di camice dal padrone per impedire che partecipassero a uno sciopero, persero la vita a causa di un incendio. Un giorno “simbolico” per rendere ancor più forte un messaggio carico di valori che dovrebbero essere rispettati tutti i giorni. È un modo per dare voce alle donne. Per ascoltarle.

Nella sua filastrocca, Miriam Perrone ci ricorda chi sono le donne, cosa fanno, cosa vogliono. Da dove vengono e dove vogliono andare, accanto a quegli uomini che sanno rispettarle.

La femmina cangia cu li tiempi,
ticia nonnama cu l’anima tra li tienti.
A bessere na fimmina forte,
fia mia, e ci la vita ti stae stritta nu sbattere le porte…
Settate e parlane,
e biti quante soluzioni la pace e la calma ti mannane…
T’ha sapire mintere lu tamantile
e lu ticitale quannu ncete qualche cosa ti cusire…
Sta forza ne le data Diu,
quannu n’è priparate a parturire.
Simu mamme, zie e caniate ……a fiate sule a fiate spusate…
simu fimmine sia scangiate ca cunzate
e te li masculi veri… sempre rispettate….

Traduzione

La donna cambia con i tempi
diceva mia nonna con l’anima tra i denti.
Deve essere una donna forte,
figlia mia, e se la vita ti sta stretta non sbattere le porte.
Siediti e parlane,
e vedrai quante soluzioni ti suggeriscono la pace interiore e la calma.
Devi indossare il grembiule
ed il ditale quando c’è qualcosa da cucire.
Questa forza ce l’ha data Dio
quando ci ha preparate al parto.
Siamo mamme,zie e cognate,
a volte sole a volte sposate.
Siamo donne sia con gli abiti da casa sia quando ci mettiamo eleganti
e rispettate sempre dagli uomini veri.



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