Frecciarossa, l’alta velocità viaggia con due ore di ritardo

Primi problemi per il Frecciarossa Milano-Bari. Il treno ad alta velocità, partito in orario dal capoluogo lombardo, è arrivato alla stazione centrale della città di San Nicola con circa due ore di ritardo. E sui social scoppia la polemica.

Era inevitabile che gli occhi fossero tutti puntati sul Frecciarossa, il treno ad alta velocità che collega il capoluogo lombardo a quello pugliese in poco più di sei ore, sei ore e mezzo per l’esattezza. La scelta di Trenitalia di escludere il Salento, fissando come ultima fermata la stazione di Bari, ha sollevato un vespaio di polemiche rese ancor più infuocate dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di FS, Michele Elia che ha motivato lo ‘schiaffo’ al tacco dello stivale tirando fuori dal cilindro il concetto, giusto ma forse un po’ superficiale, di «antieconomicità». Insomma, allungare la tratta fino alla città barocca ‘non è conveniente’ per l’azienda che non riuscirebbe a coprire con la vendita dei biglietti i costi, quantificati in «un milione di euro». E così, esattamente da ieri, il Milano-Bari, ha effettuato la sua prima corsa non senza problemi. Pare, infatti, che il FR 9595 abbia viaggiato a una velocità di gran lunga inferiore a quella prevista.
 
Oggi, nel suo secondo giorno, le cose purtroppo non sono andate meglio. Partito in orario, alle 7.50, dal capoluogo lombardo il Frecciarossa è arrivato a Bologna, prima fermata della sua tratta verso la Puglia, accumulando un ritardo di circa due ore. Per un «problema tecnico» – quanto sarebbe stato segnalato ai passeggeri – il convoglio si sarebbe fermato ben due volte lungo il tragitto. Stessa scena si sarebbe ripetuta a Pescara: ritardo di poco più di 100 minuti. A Bari, invece, è arrivato qualche minuto fa, alle 16:20 rispetto alle 14.20 previste.
 
Sebbene l’azienda ha fatto sapere che per tutti è stato disposto il rimborso del 50 per cento del costo del biglietto, incluso quelli in promozione, il ‘palliativo’  non è bastato a fermare le proteste che come spesso accade in questi casi sono esplose soprattutto sui social network.

 



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