Galatone, a lezione di ‘OpenCoesione’: gli studenti dell’Istituto ‘Medi’ nella top ten

Gli studenti dell’istituto ‘Enrico Medi’ di Galatone hanno vissuto un’esperienza straordinaria: cinque lezioni – grazie ad un progetto del Ministero – per apprendere i segreti della comunicazione innovativa. Il Palazzo Marchesale come ‘case study’.

Da più parti si ribadisce l’idea che nella scuola di oggi la progettazione didattica deve uscire dagli angusti luoghi della disciplina ed aprirsi al sapere integrato, la cui centralità è data dal soggetto che apprende, inteso nella sua globalità, e non dall’oggetto della conoscenza. A tal proposito, si è concluso da qualche settimana il percorso didattico interdisciplinare “A scuola di OpenCoesione" – nato da un accordo tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica – che ha coinvolto circa cento scuole secondarie di ogni tipo, situate su tutto il territorio nazionale. L’I.I.S.S. “Enrico Medi” di Galatone, dopo aver superato la fase iniziale della selezione, ha partecipato al progetto con la classe 4BS del Liceo Scientifico Opzione "Scienze Applicate", coordinata dalla prof.ssa Giuliana Bellafronte, docente di Materie di Letterarie, con un lavoro dal titolo "Cittadini made in Medi". Al termine del percorso il lavoro è stato valutato da una commissione composta da rappresentanti di MIUR, OpenCoesione, da un rappresentante della Commissione Europea in Italia e da un esperto di data journalism (Wired Italia).
 
Sono stati individuati i migliori project work finali realizzati dalle scuole ed oltre al primo qualificato la commissione ha individuati altri 9 migliori Team, che compongono una "Top Ten"di "SPRINTERS" Medaglia Oro.  L’I.I.S.S. “ Enrico Medi” di Galatone si è classificato orgogliosamente al quarto posto della Top Ten e parteciperà alla festa di premiazione oggi, Mercoledì 27 Maggio, con una delegazione di due studenti ed il docente referente. Gli studenti sono stati coinvolti in molteplici attività, che hanno richiesto l’apprendimento di tecniche di ricerca sul proprio territorio, la produzione e l’analisi di dati e relative visualizzazioni interattive, nonché l’uso di forme di comunicazione innovative. E, inoltre, la consapevolezza di norme, regole e modalità tecniche di pubblicazione dei risultati del proprio progetto in diverse forme cross-mediali, tra cui il blog del percorso ASOC.
 
Prima di ogni lezione, il docente ha seguito l’attività di formazione attraverso i Webinar, momenti di condivisione dei contenuti, delle attività e dei metodi da utilizzare con gli esperti del team dedicato al progetto e i docenti delle scuole partecipanti. La classe è stata affiancata nell’avanzamento del progetto dal rappresentanti locale della rete Europe Direct (la rete territoriale dei centri di informazione della Commissione Europea in Italia) e dall’associazione “Working in progress”ed ha ricevuto supporto online per le attività di ricerca, monitoraggio civico e storytelling dal Team di ASOC.
 
Completata la ricerca, la classe, senza alcuna titubanza, ha scelto il tema “Cultura e Turismo” perché rispondente alle motivazioni  degli allievi, da sempre interessati   alle tematiche artistico-culturali,ed in particolare  al   patrimonio storico del territorio. Tra i progetti finanziati presenti nel tema, la scelta è caduta sull’intervento di recupero di palazzo Belmonte-Pignatelli, sia perché i lavori erano ormai in fase di conclusione, sia perché costituisce la memoria storica della comunità di Galatone. Durante la prima tappa, si è distinto il gruppo dei designer per la creatività dei lavori e per le competenze tecniche nel campo della grafica, sia analogica che digitale, e il gruppo degli Storyteller che hanno sperimentato diversi tipi di narrazione sugli argomenti approfonditi e hanno creato testi molto curati, dinamici e coinvolgenti.
 
Nelle seconda lezione, invece, gli studenti hanno ricostruito la storia amministrativa dell’opera di recupero e di ristrutturazione del bene architettonico, aiutati dall’architetto Giuseppe Resta, memoria vivente di Palazzo Belmonte- Pignatelli. Tra le forme di comunicazione previste dal progetto, grande spazio è stato dato al web, in particolare all’elaborazione di blog capaci di raccontare in modo efficace e creativo le diverse esperienze formative. E a questo punto il gruppo degli storyteller ha elaborato il blog dal titolo “Com’è possibile che dei giovani nativi digitali riescano a comunicare con il mondo reale senza cellulari e computer?”, corredato da vignette e fotografie, decisamente molto apprezzato in rete e dagli esperti Asoc
 
La terza lezione sarà ricordata dagli allievi come quella più insidiosa e tormentata. Le pillole video di ASOC hanno presentato le tecniche per imparare a “far parlare” i dati, allo scopo di raccontare storie efficaci ed incisive. Sono state riassunte e praticate le tecniche fondamentali per raccogliere i dati, pulirli, analizzarli, incrociarli con altri dati e creare delle visualizzazioni. Gli head of research insieme agli storyteller si sono concentrati sulla realizzazione di un research design, mentre i blogger hanno seguito passo dopo passo il lavoro di ognuno per raccontarlo, cercando di rendere quanto più possibile l’idea della battaglia “apocalittica” affrontata durante la settimana. Un grande aiuto e sostegno è venuto dall’esperto di open data che ha aiutato gli allievi, sostenendoli nel raffinare e selezionare i dati utili per il progetto.
 
La quarta lezione è stata una delle più entusiasmanti e gradite dagli allievi. L’azione si è sviluppata sul territorio: gli studenti divisi per gruppi, sono andati alla ricerca di informazioni e dati nuovi sul progetto oggetto di studio. In particolare, sono stati intervistati il Sindaco e l’architetto responsabile del progetto finanziato, hanno poi somministrato i questionari ad alcune categorie di cittadini ed agli studenti dell’istituto e, dopo l’autorizzazione del sindaco, si sono preparati per visitare i locali del Palazzo in ristrutturazione. Gli studenti si sono trovati di fronte ad un frantoio semi-ipogeo, situato nell’ala sinistra del palazzo, un luogo di incredibile bellezza architettonica, ma di cui non riuscivano a comprendere la portata storica. Dalla visita è sorta la necessità di approfondire il ruolo svolto dal manufatto, il significato del recupero e l’uso che la cittadinanza ne avrebbe potuto fare. Ed allora si è fatta strada l’idea di organizzare la visita alla sezione IBAM – CNR, Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali, un istituto di ricerca del CNR di Lecce che si interessa del recupero e della valorizzazione dei beni architettonici. In questa occasione gli studenti hanno approfondito alcuni aspetti inerenti al recupero dei manufatti , utili per preparare il report del monitoraggio civico da pubblicare sulla piattaforma Monithon.it , il compito più importante della quarta lezione.
 
La quinta lezione è sta dedicata a raccontare il progetto, realizzando un prodotto creativo. Gli alunni hanno dato vita ad un ampio dibattito per scegliere il format dell’elaborato con cui comunicare in modo comprensibile ed immediato l’oggetto preso in esame dal monitoraggio civico, ovvero Palazzo Belmonte, e in particolare il frantoio semi-ipogeo. L’idea sviluppata è nata in seguito alla visita al CNR- sezione IBAM di Lecce, dove i ricercatori hanno illustrato un metodo innovativo per raccontare e valorizzare un bene culturale. L’idea, condivisa all’unanimità, è stata quella di realizzare un video con incastonature in 3D per ri-contestualizzare il bene preso in esame e raccontarne la storia, un format che ha permesso agli studenti di collaborare, seguendo le proprie attitudini. Le competenze richieste per produrre il video sono maturate nel corso del tempo, anche grazie ai progetti PON realizzati dalla scuola ed il risultato finale di grandissima qualità.
 
A conclusione dell’attività, la classe ha organizzato un evento pubblico dal titolo “Le buone pratiche della cittadinanza attiva” per presentare il lavoro di monitoraggio svolto e soprattutto divulgare l’importanza di questa pratica per diventare cittadini attivi, responsabili e consapevoli. L’esperienza è stata particolarmente motivante ed avvincente. Gli alunni hanno consolidato le proprie conoscenze ed approfondito nuove tecniche nel campo della grafica, sia analogica che digitale, in seguito alla conoscenza anche di nuovi software specifici per svolgere i compiti e risolvere i problemi incontrati. Hanno perfezionato l’abilità di riassumere in pochissimi caratteri le fasi del lavoro sui diversi social network, di costruire blog ed avvalersi di vari tipi di narrazione sugli argomenti approfonditi per creare testi coinvolgenti, sotto forma di racconto o in versi. E alla fine, la proposta di ASOC è risultata efficace rispetto a questa idea di scuola che mira all’acquisizione di competenze vere e spendibili nella vita.



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