“300mila euro che non possiamo pagare”. I NO-Tap lanciano una raccolta fondi per sostenere le spese legali

Su Gofundme.com gli attivisti del Movimento No-Tap hanno lanciato una campagna di crowdfunding per pagare le spese legali dei compagni multati e denunciati.

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Dietro al volto dei no-tap che, con forza, si oppongono alla costruzione del gasdotto al grido di «né qui, né altrove» o «né moi, né mai» ci sono casalinghe, studenti e pensionati. Persone comuni che per difendere il Salento dal “tubicino” considerato strategico per conquistare l’indipendenza energetica dalla Russia sono scesi in strada, hanno manifestato, hanno lottato. Alcuni, ora, dovranno pagare le conseguenze della guerra dichiarata alla multinazionale svizzera, nel senso letterale del termine. 300mila euro: a tanto ammontano le spese legali degli attivisti – denunciati e multati  a loro dire ingiustamente – che, nei giorni scorsi, hanno lanciato una campagna di crowdfunding su Gofundme.com.

«Ci siamo opposti difendendo pacificamente la nostra terra ed i nostri diritti – si legge nella nota allegata alla campagna di fundraising, raggiungibile a questo link  – contro un’opera inutile. Siamo stati ingiustamente puniti, multati e denunciati ricevendo oltre 20 fogli di via ed oltre 70 multe di circa 3.400 € l’una».

“Siamo stati lasciati soli”, scrivono sottolineando che non c’è stata mai “Nessuna presa di posizione pubblica di solidarietà”. Così gli attivisti del Movimento NoTap, che hanno trovato casa al Presidio “La Peppina” hanno deciso di creare una raccolta fondi sulla piattaforma online per chiedere l’aiuto di tutti. «Ricorsi, avvocati, bolli, sono spese che molti di noi non riescono ad affrontare perché siamo studenti, pensionati, casalinghe e semplici cittadini» concludono.



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