Gasdotto Tap, Potì a Roma da Conte. La provocazione dell’Emilia Romagna: “Lo prendiamo noi”

L’incontro tanto atteso e invocato ci sarà: il premier Giuseppe Conte incontrerà questo pomeriggio a Palazzo Chigi il Sindaco di Melendugno, Marco Potì.

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Visti gli ultimi capitoli nella tormentata vicenda del gasdotto Tap è impossibile immaginare cosa succederà dopo il faccia a faccia tra il premier Giuseppe Conte e il primo cittadino di Melendugno, Marco Potì previsto per oggi alle 18.00 a Roma. Il Sindaco della “spiaggia” dove sbucherà il tubicino è volato nella Capitale accompagnato dall’ingegner Alessandro Manuelli che ha seguito l’iter del progetto, sin dall’inizio.

La posizione del Governo sembra chiara dopo le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio dopo il colloquio con Donald Trump, quando ha ripetuto (come se non fosse chiaro) che si tratta di un’opera strategica che l’Italia deve portare avanti. Deve, anche per le penali previste nel caso in cui si decidesse di fermare il progetto. Nonostante la confusione, anche su questo fronte, sembra che il Belpaese si troverebbe a pagare 40 miliardi di euro per bloccare gli 8 chilometri di gasdotto che attraversano il Salento, su un totale di 870. Un’opera cruciale su cui si sono accesi i riflettori di tutto il mondo, insomma, ma prima di andare avanti il Premier aveva fatto sapere di voler incontrare la comunità locale per capire le ragioni di chi contesta il progetto della multinazionale svizzera.

La provocazione dell’Emilia Romagna

Ogni tanto, nella strada che sembra ormai tracciata e certa, arriva uno spiraglio. Ieri, una nuova pagina è stata scritta da Gianni Bessi, consigliere del Partito Democratico nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna, esponente di spicco dei Dem, ma ascoltato da tutte le maggiori forze politiche comeesperto di questioni energetiche. «Se la Puglia non vuole il Tap – provoca su Business Insiderl’Emilia-Romagna è pronta per accoglierlo. A Ravenna, a Casalborsetti, abbiamo già infrastrutture, know how e un distretto di 6mila persone pronti a riceverlo».

Priva di fondamento, invece, la notizia secondo cui il Ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa avrebbe riaperto l’istruttoria sulla prescrizione numero cinque, riguardante la parte del gasdotto di competenza italiana. La verifica di ottemperanza è conclusa, come si evince dal sito ufficiale del Ministero. Il codice di procedura relativo alla prescrizione A5 è il 3115.



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