Il gemellaggio è servito. Nel piatto, le “volìe cazzate” di Martano e il risotto di Villimpenta

Olive e risotto siglano il patto d’amicizia storico tra le comunità di Martano e di Villimpenta. Tutela, valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, sviluppo del territorio e socializzazione dietro le sagre autentiche di questi due paesi.

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La bella storia del matrimonio d’amore e di interesse tra le “volìe cazzate” e il “risotto con il pisto”  è racchiusa nella meravigliosa  giornata che ieri ha ufficializzato  il gemellaggio del Comune di Martano con Villimpenta, paese della provincia di Mantova.

L’occasione, dunque, è di quelle importanti, che lasciano una traccia profonda nella storia di una comunità. Una delegazione della Sagra de la Volìa Cazzata, partita da Martano e guidata dal sindaco Fabio Tarantino e dal presidente dell’Asociazione Culturale “Cosimo Moschettini, Consiglio Palano, è stata accolta festante dalla cittadinanza di Villimpenta.

A ricevere i martanesi, il sindaco di Villimpenta, Fabrizio Avanzini, la vice-sindaco Nicoletta Bonifacci, assessori e consiglieri, oltre al presidente della Festa del Risotto, Trevenzoli Daniele.

Sud e Nord intorno ad una grande  tavola imbandita, da 22 anni, con le “volìe cazzate” di Martano e il risotto di Villimpenta

Una pagina di storia già scritta e una, nuova, tutta da scrivere su un canovaccio che si srotola dal 1996 e che racconta le tradizioni di due comunità, solo apparentemente distanti tra loro.

Da ieri, Martano e Villimpenta sono, di fatto, ancora più vicine, unite anche ufficialmente in un gemellaggio che istituzionalizza  il forte legame di amicizia e condivisione, nato dalla passione per la propria terra.

Cultura e sviluppo nelle sagre autentiche

La promozione del territorio passa anche dalle sagre a patto che queste rispettino il vincolo di autenticità del prodotto con la comunità locale. Un prodotto che deve avere il profumo della storia e della tradizione. Diversamente, è solo folklore fine a se stesso. O come usano definirlo i sociologi “fake-lore”.

Il rituale collettivo del consumo del cibo in una sagra autentica è carico di valori simbolici e rimanda ad un passato di vita comunitaria e a una cultura gastronomica percepita come segno di identità.

La Sagra de la Volìa Cazzata di Martano e la Festa del Risotto di Villimpenta, due sagre autentiche, sono parti integranti dell’identità storica dei due paesi. Le feste intorno al loro prodotti, vero patrimonio locale, risultano un connubio perfetto tra l’autenticità gastronomica e le tradizioni del territorio. Vi si ritrovano, intrecciate, gastronomia, tradizione, cultura ed economia.

Passato e futuro

La “storia d’amore” tra le olive schiacciatte e il risotto nasce nel 1996, dall’intuizione di due noti esponenti dell’imprenditoria dei due paesi.

Pasquale Rescio di Martano e Carlo Giovanardi di Villimpenta intravedono, con lungimiranza, un’opportunità di crescita per le proprie comunità, nell’incontro e nella condivisione delle tradizioni eno-gastronomiche locali.

L’intuizione si rivela felice anche perché è stata sposata e condivisa appieno dai cittadini di Martano e di Villimpenta.

La  sagra assurta a strumento di ricchezza economica nella misura in cui realizza quel circolo virtuoso in grado di sviluppare indotto economico per le comunità locali. A confermarlo, un altro imprenditore, a capo oggi dell’Associazione “Cosimo Moschettini”, Consiglio Palano che racconta di rapporti commerciali che in questi anni si sono sviluppati tra aziende di Martano e villimpentesi.

Per Fabio Tarantino, sindaco di Martano, il gemellaggio veste di ufficialità il rapporto tra due comunità che si rispettano e che collaborano da 22 anni, consegnando alle future generazioni  un’opportunità di crescita culturale importantissima.

Il risotto di Villimpenta

Da 22 anni, dunque, ogni edizione della Sagra de la Volìa Cazzata, ospita tra gli stand che propongono ottima cucina salentina, la Festa del Risotto di Villimpenta.

Eccellenza della produzione agricola locale, il riso vialone nano, cucinato, secondo una ricetta depositata, con il caratteristico “pisto”, un preparato di carne trita speziata e molto gustosa. Inutile dire che il risotto ha conquistato velocemente i palati dei martanesi che oggi, non potrebbero immaginare la propria sagra orfana della Festa del Risotto villimpentese.

la delegazione della Sagra de la Volìa Cazzata a Mantova

Una giornata indimenticabile

Emozione e soddisfazione per una giornata che resterà per sempre nel cuore di chi ha partecipato alla cerimonia ufficiale nella bellissima Sala Polivalente di Villimpenta.

La comunità di Villimpenta ha accolto e coccolato i rappresentanti della Sagra de la Volìa Cazzata dimostrando una sensibilità e un’attenzione per nulla scontate in quest’epoca di contrapposizioni e di contrasti ad ogni latitudine.

Ricambiare sarà d’obbligo e Martano non aspetta altro. Appuntamento, dunque, al terzo weekend di ottobre per una nuova e spettacolare edizione della Sagra de la Volìa Cazzata.



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