“Ccè bbuei?” o “Ma ccè sta dici?”: la giornata mondiale delle emoji parla dialetto salentino. Ecco perché

Il 17 luglio si celebra l’Emoji day, giornata mondiale dedicata alle emoticons delle chat, le faccine di whatsapp e dei social che parlano anche dialetto salentino.

Create ben 22 anni fa, nel 1999, dal designer giapponese Shigetaka Kurita, le famose Emoji o emoticons, i celebri pittogrammi diventati fenomeno di massa grazie all’avvento dei nuovi smartphone e alle app di messaggistica istantanea, festeggiano il 17 luglio di ogni anno, una ricorrenza in loro onore.

Il World Emoji day è nato, infatti, grazie al designer e animatore australiano Jeremy Burge, creatore dell’Emojipedia, che nel 2013 ha lanciato il portale web dedicato a questi pittogrammi.

Sono oltre tremila, ad oggi, le emoji disponibili create dall’Unicode Consortium, gruppo no profit internazionale, che stabilisce i nuovi simboli da introdurre e inserire nelle conversazioni.

La loro diffusione è merito della Apple, grazie al sistema operativo IOS6, che ha introdotto questi simboli per la prima volta nella propria chat, e che nel giro di pochi anni sono sbarcati anche sui vari social network come, Facebook, Twitter e Instagram.

“Ccè bbuei? Ma ccè sta dici?”: l’avvento dell’emoji salentina

Già annunciate nel gennaio 2020 e poi uscite nel mese di ottobre dello scorso anno, sono state ben centodiciassette le nuove faccine introdotte dal Consorzio Unicode, che ne ha dedicata una in particolare ad un tipico gesto italiano che ben si adatta al nostro dialetto salentino.

Si tratta di un gesto che ci ha reso famosi e imitati in tutto il mondo, quello cioè della mano chiusa con le dita riunite a punta verso l’alto. Quello che si utilizza spesso nel nostro Paese e nella nostra provincia per esclamare frasi del tipo: “Che vuoi?!” oppure ancora “Ma cosa dici?!”.

Tra le altre novità anche il mammut, bisonte, castoro, orso polare, per gli animali, mamma e papà che allattano un bebè, uno smile che sorride e piange allo stesso tempo e altri oggetti come la moneta, fisarmonica, cacciavite, specchio ed altri ancora. Ninja in smoking, e poi mirtilli, olive e peperoni tra i simboli del cibo, sandali infradito ed elmetto, con 55 variazioni di genere e di tonalità della pelle, tutte a voler intendere ciascuna il proprio significato.

Ma se qualcuno ti scrive e non sa di che sta parlando o ti rendi conto stia dicendo una qualche fesseria, il gesto è uno ed universale e ora sappiamo qual è. Non basta che digitarlo e fargli capire “Ccè buei? Ma ccè sta dici?”