Gorgoni spegne le polemiche: ‘Nessun ritardo nei soccorsi a Lorenzo’

Dopo le polemiche sui soccorsi innescate anche dal manager del Guendalina, il direttore generale della Asl di Lecce, Giovanni Gorgoni ha voluto chiarire quanto tempo è trascorso dalla telefonata all’arrivo dei mezzi all’ingresso della discoteca.

Al vertice convocato dal Prefetto di Lecce Claudio Palomba c’era anche il direttore generale della Asl, Giovanni Gorgoni che non ha esitato a prendere la parola in merito ad una questione molto delicata che tiene banco in questi momenti in cui si discute sui motivi che avrebbero causato la morte del giovane Lorenzo Toma. Infatti, mentre quasi tutti si erano lanciati da subito in una crociata contro l’uso smodato di alcool e droga nelle discoteche ritenendo che anche il decesso dello studente salentino fosse dovuto a quelle cause solo perché si trovava all’alba al Guendalina senza che si siano, al momento, prove a riguardo, altri avevano puntato il dito contro i soccorsi, giunti – a loro dire – in ritardo.  Tra tutte, avevano fatto discutere, e non poco, le parole del manager della discoteca, Vincenzo De Robertis che aveva così raccontato quei drammatici momenti «Sono ancora stordito, non riesco a capire cosa sia successo veramente. Un ragazzo che stava ballando si è sentito male, è caduto a terra, abbiamo provato a soccorrerlo, a fargli il massaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca, perché le autoambulanze non arrivavano, è arrivata dopo 40 minuti e il ragazzo è morto».  
 
Gorgoni a veder imputati gli uomini del 118 giunti a prestare i primi soccorsi al giovane non ci sta e snocciola alcune informazioni mirate non solo a difendere i suoi da ogni addebito, ma anche a far comprendere la difficoltà con cui la macchina dei soccorsi è celermente partita viste le molte segnalazioni anche ‘discordanti’. E lo ha fatto ricostruendo minuziosamente l’ordine delle telefonate arrivate alla centrale.
 
«La prima richiesta di intervento è arrivata alle 6.40 – ha raccontato il manager Asl – e la prima ambulanza India, quella con infermiere a bordo e addestrata a fare il primo soccorso, partita da Poggiardo, è arrivata davanti alla discoteca dopo 15-17 minuti. Tra l’altro va detto che il mezzo ha incontrato qualche difficoltà ad arrivare all’ingresso della discoteca a causa di alcune automobili e pullman parcheggiati lungo la strada che per chi la conosce è abbastanza complicata dal punto di vista della viabilità».
 
«Un’altra ambulanza partita da Scorrano, quella con il medico a bordo è arrivata a Santa Cesarea dopo 40 minuti dalla prima telefonata, quando erano già stati prestati i primi interventi di rianimazione. Il ragazzo – ha precisato Gorgoni – è stato sottoposto per quattro volte alla defibrillazione».
 
Il direttore generale della Asl  ha inoltre precisato che «non è possibile esprimersi sulla possibilità che il ragazzo abbia assunto alcol o stupefacenti, di certo il ritardo (vero, presunto, accertato o meno) dei soccorsi non deve essere un alibi per far passare certi comportamenti causati da un approccio disinvolto al divertimento che ci vedono impegnati in queste ultime settimane». 



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