I leccesi siano contenti. Giusta la vittoria di Matera

Il day after l’aggiudicazione da parte di Matera del titolo di Capitale europea della cultura 2019 si è arricchito di commenti e di critiche. Si ipotizzano anche manfrine politiche chiamando in causa ingerenze a livello parlamentare. Sbagliato, Matera ha vinto giustamente

Perché non accettare limpidamente e favorevolmente la vittoria di Matera nel concorso per Capitale Europea della Cultura? La Città dei Sassi non ha vinto a caso, ha vinto perché ha meritato di vincere.

Ha vinto perché nelle parrocchie, durante l’omelia della domenica, i parroci parlavano di Matera 2019, perché i bambini delle scuole di ogni ordine e grado hanno studiato e lavorato su Matera 2019, appendendo fuori dalla finestre delle aule scolastiche in strada manifesti e cartelloni. Ha vinto perché nei bar ti servivano il panino o la birra Matera 2019, perché il pane è buono ed è stato fatto impastare ai commissari giunti da altri pianeti.

Matera ha vinto perché è dolce il suo peso, leggera la sua essenza, autentica la sua semplicità.

Le case ricavate nella roccia e inserite nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco erano contrassegnate dal logo di Matera 2019 perfino attraverso i neon luminosi che ne rischiaravano le pareti interne.

Matera ha vinto perché ha la voglia di diventare capitale, non perché il presidente della Regione Basilicata è fratello del vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella.

Matera è espressione di una coesione sociale, culturale e antropologica genuina e sincera, certamente superiore a quella di una regione troppo lunga e troppo diversa, forse anche troppo divisa, come la Puglia, e quindi assicura maggiori prospettive di tenuta complessiva.

Una coesione che è riuscita a garantire lo spirito e la forza critica giusti per arrivare fino in fondo.

Lecce meritava certo, ma, diciamolo da leccesi, noi siamo più avanti in certe cose e indietro in altre. In quanto a creatività non siamo stati così capaci e brillanti.

Vedendo gli spot delle due città le differenze emergevano chiare. Lecce ha passato in rassegna i suoi monumenti, mostrando bellissime architetture, ma pur sempre pietre senza cuore pulsante. Nello spot di Matera si vedevano, invece, ragazzi, giovani che saltavano, ballavano, costruivano, si riunivano, creavano coreografie, lavoravano, sognavano ad occhi aperti, mani e piedi indaffarati e cuori battenti. Una bella differenza insomma.