Il coronavirus divide l’Italia: ipotesi ripartenze per macroaree

Si studia a ripartenze diversificate in base alla diffusione del virus, decisamente meno aggressivo al Sud. Intanto la Regione Puglia fa ripartire le campagne.

“L’Italia non avrà più una zona rossa. Ci sarà sempre l’Italia unica, l’Italia zona protetta”. Con queste parole il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 9 marzo annunciò l’isolamento dell’intero Paese per far fronte all’emergenza coronavirus.

Dopo oltre un mese, il Covid-19 sembra aver allentato la sua morsa: le misure di distanziamento sociale, di quarantena e di lockdown sembrano funzionare veramente, anche se i risultati variano di regione in regione. Al nord, in particolare nella zona padana, focolaio nostrano del nuovo virus, la situazione, seppur meno grave, resta ancora critica, mentre nel centro-sud gli esperti commentano soddisfatti: “lì siamo riusciti a contenere la diffusione”.

Ecco perché dal 4 maggio, quando si potrà partire con la Fase 2, 56 giorni dopo quelle parole di unità del Premier Conte, l’Italia potrebbe essere divisa in macroaree. Sì, non più l’Italia unita, anche se resterà sempre “zona protetta“.

L’idea della task force per la “fase della convivenza” è quella di dividere il Paese in nord, centro e sud, a seconda della diffusione del contagio, prevedendo ripartenze diversificate, con un monitoraggio dopo 15 giorni per verificare la tenuta del contenimento.

Il ragionamento alla base è semplice: laddove la diffusione del virus è ancora intesa, le misure restano stringenti (specialmente per quanto riguarda la mobilità). Al nord la situazione resta ancora complessa, con migliaia di casi registrati ancora ogni giorno. All’interno della macroarea, poi, dovrebbero essere individuate ulteriori suddivisioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna hanno situazioni ben più pesanti rispetto a Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia.

Nel resto d’Italia, invece, dove il Covid-19 si è diffuso in maniera molto più tenue e controllata, si potrebbero prevedere riaperture più ampie.

In Puglia la situazione è decisamente in netto miglioramento: da dopo Pasqua la media di nuovi contagiati giornalieri si è abbassata di molto e le previsioni mettono la regione nella fase finale dell’emergenza. Gli attuali positivi sono 2.656, circa 13 volte in meno dei contagiati lombardi.

Ritorno nelle campagne

Nel frattempo, Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza con disposizioni in materia di svolgimento in forma amatoriale di attività agricole e di conduzione di allevamenti di animali.

Con il nuovo testo, la Regione Puglia ammette lo spostamento all’interno del proprio comune, o verso altro comune, per “l’ordinaria amministrazione” delle campagne. Il ritorno ai campi potrà avvenire, ma solo a determinate condizioni:

  • per non più di una volta al giorno;
  • limitatamente agli interventi strettamente necessari alla manutenzione dei fondi, alla tutela delle produzioni vegetali e degli animali allevati, consistenti nelle indispensabili operazioni colturali e di cura preventiva che la stagione impone ovvero per accudire i predetti animali;
  • autodichiarazione che attesti il possesso della superficie agricola produttiva effettivamente adibita ai predetti fini.

L’ordinanza produrrà i suoi effetti fino al 3 maggio 2020, termine di efficacia delle misure stabilite dal Governo.



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