‘Il ministro Martina è inadeguato nel far fronte alla xylella’. La ‘Voce dell’Ulivo’ chiede l’intervento di Renzi

L’alleanza di produttori ‘Voce dell’Ulivo’ attacca il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. ‘Da oggi il destino del Salento è nelle mani di Matteo Renzi ? scrivono ? e vogliamo la sostituzione degli esemplari sradicati’.

‘Un ministro che ha l'ambizione di nutrire il pianeta con Expo e non si accorge che rischia di affamare il Salento, con la sua inerzia, perché semplicemente inadeguato’. Non usa mezzi termini l’Alleanza di produttori ‘Voce dell’Ulivo’ nei confronti di Maurizio Martina, ministro delle politiche agricole.
Il pomo della discordia è, ovviamente, l’emergenza xylella, e dal comitato arriva un duro affondo: ‘Chiediamo l'intervento del premier Matteo Renzi, affinché – scrivono – attraverso l'abolizione del divieto di impianto degli ulivi, dia un futuro olivicolo al Salento, ciò che il suo ministro non è ancora riuscito a dare. Da oggi in poi riterremo il premier Renzi responsabile del destino del Salento’.

I motivi delle dure parole nei confronti del ministro sono presto spiegate: ‘Il Ministro Martina oggi è impegnato a consegnare su un vassoio d'argento, all'Unione Europea, la testa di circa 4mila piante di ulivo del Salento, utili solo a dimostrare sudditanza e obbedienza alla Comunità Europea, dimenticando che sono a rischio concreto di disseccamento altri venti milioni di piante di ulivo’.

Non solo verso Martina, però. Dalla Voce dell'Ulivo infatti un monito arriva anche nei confronti del territorio: ‘Sono tutti concentrati sulle eradicazioni nel Nord Salento, quasi dimenticandosi che le piante stanno continuando a seccare anche nel restante 98% del territorio salentino, con rischio concreto di desertificazione dello stesso. Numeri questi che ad oggi purtroppo possono solo crescere. Bisogna tornare alla realtà – prosegue il comunicato – non si deve dimenticare che nel Salento ci sono aree, come il Gallipolino, completamente essiccate. È necessario avere il coraggio di ripensare quei territori, sostituendo le piante morte con piante che possano ricostituire quel polmone di ossigeno fatto di alberi di ulivo verdi e produttivi che esisteva fino a pochi anni fa, per garantire salubrità agli abitanti, bellezza al territorio e dignità agli olivicoltori’.

Dal comitato, dunque, chiedono la sostituzione delle piante morte del Salento. ‘È impensabile continuare a vedere per un altro anno territori come il Gallipolino, uno dei simboli della bellezza del territorio salentino, ridotto in un cimitero di ulivi dove l'unica cosa che sta crescendo è l'immondizia sui bordi delle strade. Dopo il fallimento di tutti i tentativi di salvare gli alberi la strada maestra, per evitare la desertificazione del Salento e per garantirne un futuro olivicolo, rimane quella della ricerca delle cultivar tolleranti/resistenti. Mentre per salvare i nostri alberi secolari e soprattutto millenari, la pratica agronomica dell'innesto può rappresentare la vera chiave di volta. Gli innesti praticati da noi su piante millenarie, ad oggi, stanno dando risultati più che promettenti’, conclude la nota.



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