Il verbale arriva da una società privata di recapito. A rischio annullamento migliaia di multe

La multa viene elevata dalla Polizia Municipale di Lecce ma viene recapitata da una società di Bologna. Il Giudice di Pace di Lecce accoglie il ricorso di un automobilista che ricorre per violazione del Codice della Strada.

E' stata depositata il 13 gennaio scorso la sentenza del Giudice di Pace, avv. Silvano Trane, che mette a rischio annullamento migliaia di verbali notificati dalla Polizia Municipale di Lecce tramite l’Ufficio postale di Bologna.

Il Giudice ha così accolto il ricorso proposto da un automobilista avverso un verbale elevato dalla Polizia Municipale del Comune di Lecce per la presunta violazione del Codice della Strada.

In particolare, il ricorrente, assistito in giudizio dall’Avv. Alfredo Matranga, aveva tra l’altro evidenziato la violazione delle norme sulle modalità di notifica dei verbali previste dall’art. 201 comma 3 del Codice della Strada, che prevedono che la notifica dei verbali possa eseguirsi o a mezzo degli organi indicati nell’art. 12 o dei messi comunali o di un funzionario dell’amministrazione che ha accertato la violazione ovvero a mezzo posta, sempre e comunque a opera di uno dei predetti soggetti.

Il Giudice di Pace di Lecce, dopo aver accertato che la notifica dei verbali risulterebbe effettuata dalla Polizia Municipale di Lecce – in persona del Comandante – per il tramite dell’Ufficio postale di Bologna CMP, ha rilevato come “in assenza di specificazioni sulle modalità di notifica, il cui onere incombeva sull’ente resistente – altro non può significare che gli stessi siano stati notificati o da appartenente all’organo accertatore (il Comandante Dirigente Col. Dr. Donato Zacheo) al di fuori del proprio ambito territoriale di competenza (il Comando di Polizia Municipale di Lecce ha, ai sensi dell’art. 12comma 1 lett. e CdS  competenza solo nell’ambito del territorio comunale) oppure, molto più verosimilmente, da parte di società privata a cui il Comune di Lecce ha appaltato il relativo servizio”.  

Si legge ancora nella sentenza, "Ad ogni buon conto, nell’uno o nell’altro caso la notifica è inesistente o perché eseguita da appartenente all’organo accertatore al di fuori del proprio ambito territoriale di competenza (la richiesta di notifica andava effettuata presso l’ufficio postale di Lecce, che poi l’avrebbe evasa secondo la sua organizzazione interna) o perché eseguita da soggetto privato, privo dei poteri per procedere alla notificazione di verbali di accertamento e contestazioni di violazioni del Codice della Strada”. 

Nel caso di specie, ha concluso il Giudice “le funzioni di notificatore sono state poste in essere da soggetto sconosciuto, non potendosi ritenere veritiera la circostanza che sia stata eseguita dal Comandante Dirigente Col. Dr. Donato Zacheo, la cui sottoscrizione è apposta con il sistema della digitalizzazione e che, per la notoria mole di notifiche di violazioni dal CPM di Bologna, dovrebbe trovarsi in tale città quasi quotidianamente”.
Insomma, una nuova tegola potrebbe abbattersi su palazzo Carafa, visto che non sarebbe la prima volta che una sentenza mette a rischio la validità di verbali recapitati a tanti cittadini.



In questo articolo: