Il virus dell’influenza dilaga. E’ boom di ricoveri nel Salento

Boom di ricoveri in provincia di Lecce a causa dell’influenza. Ospedali presi d’assalto in tutto il territorio. Ad essere a rischio sono anziani e bambini e il consiglio è sempre quello di rivolgersi in prima istanza al medico di fiducia.

Dopo la psicosi da vaccino antinfluenzale,sono stati in pochi a ricorrere alla prevenzione per combattere il virus che si sapeva già avrebbe imperversato nei primi giorni del 2015.

I termometri sono usciti dai cassetti, gli antidolorifici e gli antibiotici hanno preso posto sul tavolo degli italiani, ma da quanto si apprende da fonti che arrivano direttamente dal Ministero della Sanità, è nel Salento che si registra il picco più alto di ricoveri. Si, perché in tutta la Puglia se a Bari la situazione pare sia sotto controllo, con una media di 150 ricoveri al giorno, in provincia di Lecce la situazione è ben più grave, tanto da poter parlare già di pre-emergenza.

Tantissimi leccesi infatti stanno scegliendo direttamente di rivolgersi al pronto soccorso per gestire la situazione di disagio dovuta all’influenza,  a causa anche di sintomi abbastanza gravi come la bronchite e serie difficoltà respiratorie. Il tutto ovviamente va ad aggravare ancora di più la già difficile situazione dei nosocomi di tutto il territorio.

Dal Fazzi al Ferrari di Casarano, dal Santa Maria Novella di Galatina al Panico di Tricase, l’unica realtà ospedaliera che al momento non risulta essere stata presa d’assalto è il Sacro Cuore di Gallipoli. In tutti gli altri ospedali,invece, si assiste a situazioni al limite in cui si vedono pazienti distesi su letti di fortuna nei corridoi, extralocazioni che portano i ricoverati in altri reparti diversi da medicina generale, personale medico e paramedico in serie difficoltà di gestione. I più colpiti,come sempre,sono anziani e bambini, ovvero le fasce deboli che cadono sotto i colpi dell’influenza.

I consigli che arrivano dalle Istituzioni sanitarie sono sempre gli stessi, dettati anche da motivazioni ragionevoli: evitare il contagio rimanendo a casa al caldo,  prendendo come riferimento il medico di famiglia ed evitare allarmismi eccessivi che portano soltanto caos negli ospedali.