Regalo ‘sgradito’ di Natale, molti salentini sotto l’albero hanno trovato l’influenza

Quasi un milione di italiani a letto con l’influenza che raggiungerà il picco a Natale. Sono i numeri dell’ultimo bollettino Influnent dell’Istituto superiore di Sanità

Quando si parla di influenza si ricorre sempre ai numeri per capire l’andamento del virus: secondo l’ultimo aggiornamento del rapporto Influnet dell’Istituto superiore di sanità, sono circa 884.000 gli italiani messi ko nella cinquantesima settimana del 2023. E altrettanti, probabilmente, ne metterà a letto durante le feste, quando è atteso il picco, in anticipo rispetto alla “tradizione”.

Insomma, ci aspetta uno ‘sgradito’ regalo di Natale, anche per molti salentini che troveranno sotto l’albero termometri e fazzoletti. Colpa dei baci, degli abbracci e degli auguri che si trasformano in un’occasione perfetta per scambiarsi il virus.

I sintomi e rimedi

L’epidemia di quest’anno è iniziata prima, e sta mettendo a letto un numero alto di persone, almeno per il periodo, ma non bisogna allarmarsi. I sintomi sono quelli di sempre: febbre anche molto alta, dolori alle ossa e ai muscoli, brividi, senso di malessere generale, mal di testa, tosse e raffreddore. Il tutto potrebbe essere aggravato anche dalla presenza delle classiche avvisaglie tipiche dell’influenza gastro-intestinale: nausea, perdita di appetito, dissenteria, spossatezza e forti dolori addominali.

In questi casi, il rimedio infallibile è il riposo, ma per debellare il virus è necessario assumere molta vitamina C, nota per le sue proprietà antiossidanti ed immunostimolanti che unita ai fermenti lattici sono un vero e proprio toccasana. Alla bisogna – per far scendere la febbre alta e per alleviare i dolori – si può ricorrere al paracetamolo o ibuprofene (niente antibiotici, che non funzionano). Lo ha spiegato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi): con il picco dell’influenza “bisogna fare attenzione all’abuso degli antibiotici. Bisogna curarsi con farmaci ‘sintomatici’, stare al caldo e avere pazienza”.

“In Italia – continua – c’è la tendenza a pensare che gli antibiotici siano la panacea di tutti i mali, ma quando l’infezione è virale, come nel caso dell’influenza, l’antibiotico non serve a nulla. Utilizzarli in maniera eccessiva e in molti casi impropria può portarci a trovarci in futuro senza strumenti per combattere le infezioni. Senza comportamenti individuali responsabili e in assenza di politiche e interventi mirati, nel 2050 i cosiddetti batteri super-resistenti saranno la principale causa di morte al mondo perché non avremo antibiotici che li combattono”

Nella maggior parte dei casi, nel giro di qualche giorno tutto torna alla normalità ed è necessario chiamare il medico solo nel caso in cui i sintomi dovessero perdurare più una settimana.



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