Al Vito Fazzi un momento di preghiera per il popolo ucraino

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal cappellano del nosocomio leccese, Don Gianni Mattia, anche nella sua veste di presidente dell’Associazione “Cuore e mani aperte” OdV

Si è svolta nei giorni scorsi, sul piazzale esterno d’ingresso del “Vito Fazzi” di Lecce, un momento di preghiera per il popolo Ucraino.

L’iniziativa è stata fortemente voluta dal cappellano del nosocomio leccese, Don Gianni Mattia, anche nella sua veste di presidente dell’Associazione “Cuore e mani aperte” OdV,.

I canti sono stati curati dall’Accademia di coralità emozionale e scienze umane “Just4Jesus”, diretta da Tyna Maria.

La facciata dell’ospedale si è rivestita dei colori della pace. Infatti lungo il piazzale d’ingresso sono stati stesi 7 drappi, uno per ogni colore della bandiera della pace: viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancione e rosso e uno striscione con il messaggio “Preghiamo uniti per la Pace” .

Un momento di preghiera, con anche letture di riflessioni di Don Tonino Bello e di Papa Francesco, che ha voluto essere altresì una testimonianza di vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e al contesto internazionale intero.

Erano presenti numerosi volontari e persone comuni simbolicamente unite nella preghiera con la comunità dei degenti attualmente ricoverati nella struttura sanitaria e col personale ospedaliero. Sono intervenuti, inoltre, il Direttore Generale della costituenda Azienda Ospedaliera “Vito Fazzi” di Lecce Stefano Rossi e il direttore medico di presidio Carlo Sabino Leo.

“La pace in questo mondo martoriato cerca di venire a noi sotto forma di preghiera e vita. Avete mai notato che i colori della pace sono sette esattamente come i giorni della Creazione? I primi sei giorni Dio creò ogni cosa e il settimo si fermò per riposare e benedire quanto aveva fatto. Oggi ci fermeremo tutti insieme per benedire l’amore che Dio ci ha donato”, ha affermato nel corso del suo messaggio Don Gianni Mattia.

“Affinché la pace possa penetrare e rivestire ogni cuore e il mondo smetta di essere come uno splendido giardino con fiori recisi, apritevi all’amore, non importa quale sia il vostro credo, la vostra cultura, la vostra età. Siate pronti ad accogliere ogni piccolo sospiro di vita e con esso siate vita! La guerra distrugge ogni cosa – ha concluso – la speranza, il futuro, ma non l’amore, esso resiste e ci rende tutti giardinieri nelle mani di Dio”.



In questo articolo: