Insediato il ‘Collegio di Direzione’ della Asl. Rodolfo Rollo eletto presidente

Tra i primi punti all’ordine del giorno che l’organismo si propone di affrontare il Piano di riordino ospedaliero dei servizi territoriali. I componenti non percepiscono alcun compenso.

Concorrere al governo delle attività cliniche; partecipare alla pianificazione delle attività; concorrere allo sviluppo organizzativo e gestionale dell’ azienda, con particolare riferimento all'individuazione di indicatori di risultato clinico-assistenziale e di efficienza, oltre che dei requisiti di appropriatezza e di qualità delle prestazioni. Sono questi alcuni compiti che dovrà svolgere il “Collegio di Direzione” della Asl,  importante organo autonomo dell’azienda sanitaria leccese, introdotto dal decreto Balduzzi del 2012 ed insediatosi su convocazione del direttore generale Giovanni Gorgoni.

A darne notizia l'Associazione "Salute Salento".

Il nuovo organo, molto importante per la vita democratica della Asl, è stato nominato il 10 marzo 2015 (con delibera n. 82) con  più di tre mesi di ritardo.

All’insediamento e successiva elezione del presidente e del vice hanno partecipato 33 direttori di strutture aziendali, sui 39 previsti dalla legge regionale n. 43 del 17 ottobre 2014.
Con voto palese è stato eletto Presidente l’attuale direttore del distretto socio-sanitario di Lecce, Rodolfo Rollo, (già direttore generale della Asl di Brindisi), al quale sono andati 30 voti. La vicepresidenza, sempre con 30 voti, è stata assegnata, invece, al direttore dell’ospedale di Scorrano Osvaldo Maiorano. Gli astenuti sono stati 3, fra cui gli stessi eletti.

Ai componenti del Collegio non spetta alcun compenso.

Essendo il “Collegio di direzione” un organo indipendente, potrà interloquire, oltre che con il direttore generale della Asl, anche con la Presidenza della Giunta Regionale, alla quale farà arrivare le istanze del territorio.

Fra i primi punti all’ordine del giorno che il Collegio di direzione si propone di affrontare c’è il Piano di riordino ospedaliero dei servizi territoriali.

«Perché la Regione ha disegnato la Rete del Piano senza aver consultato il territorio – spiega Rollo –  Non si può ridisegnare la distribuzione delle funzioni degli ospedali sul territorio senza che gli operatori possano esprimere il loro parere. A discuterne – dice Rollo – sono stati i  Consigli comunali dei comuni che si sono ritenuti penalizzati». 



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