#IoSonoParabita, il paese si unisce in marcia per dire no alla criminalitÃ

Una camminata silenziosa tra le vie del paese, ma con un messaggio dirompente. Parabita si riunisce per dire no alla mafia e per condannare gli ultimi atti di criminalità registrati nella cittadina. Grande la partecipazione, soprattutto dei bambini, con tanti fiori bianchi.

Nessuna bandiera, nessun vessillo, solo tanti palloncini bianchi per di no alla mafia. Si è svolta nella serata di ieri la marcia contro la criminalità in quel di Parabita, centro salentino al centro nelle ultime settimane di fatti di cronaca di stampo malavitoso, tra cui lo scioglimento del Consiglio Comunale per “infiltrazioni mafiose”.
 
Ma i cittadini non ci stanno ad essere etichettati per quello che non sono. Ecco allora che un comitato spontaneo ha deciso di dare appuntamento a tutti gli abitanti di Parabita alle 20 di ieri sera  in via Luigi Ferrari (nei pressi del Municipio), per una camminata all’insegna della legalità che si è conclusa in Piazza Umberto I, cuore del centro storico della città.
 
#IoSonoParabita è stato lo slogan “gridato” da tutti i cittadini: in marcia c’erano uomini, donne, giovani e tanti, tantissimi, bambini. Tutti con qualcosa di bianco, come richiesto dai promotori dell’iniziativa: “Nessun colore politico, nessun personalismo, nessuna propaganda – hanno precisato. Solo una marcia di liberi cittadini che amano Parabita e hanno a cuore le sue sorti. Non ci si può più voltare dall’altra parte”.
In molti hanno portato con sé un fiore bianco,simbolo di purezza e legalità. Una marcia popolare, insomma, capace di coinvolgere un intero paese che ha deciso di reagire al pesante clima che si sta respirando a Parabita.
 
L’ultimo fatto che ha suscitato scalpore in paese è stata la testa di maiale trovata appesa all’interno di una busta di plastica con annessa scritta minacciosa nei pressi della rotatoria per Alezio. Il destinatario dell’atto è stato individuato in Leonardo Donadei, fratello del collaboratore di Giustizia nel processo Coltura, Massimo Donadei.



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