La morte di John Fitzgerald Kennedy e l’abito di Jackie “rosa sangue”

Il 22 novembre 1963, nel giorno dell’assassinio di suo marito, la first lady Jackie Kennedy indossava un vestito rosa confetto. L’abito, macchiato di sangue, non è mai stato lavato e non potrà essere esposto al pubblico fino al 2103.

Mezzo secolo non è bastato all’America e al mondo intero per dimenticare John Fitzgerald Kennedy, ucciso a Dallas, in Texas, quando le lancette dell’orologio avevano appena segnato le 12:30. Nessun leader al mondo può vantare la popolarità conquistata da JFK dopo la sua morte: basta citare i libri scritti, i film e documentari realizzati e le vie, piazze, viali e parchi a lui dedicati nel mondo intero. Senza contare la lunga serie di teorie, cospirazioni, sospetti, alimentate, anno dopo anno, rivelazione dopo rivelazione. Certo è che il 22 novembre 1963 è una data che in pochi scorderanno. Quel giorno tre (o quattro?) colpi di arma da fuoco sparati da Lee Harvey Oswald, nascosto dietro un mucchio di cartoni della finestra al sesto piano della Texas School Book Depository, cambiarono drasticamente la storia.

Non era stato il primo omicidio di un Presidente. Prima di lui, Abraham Lincoln, James Garfield e William McKinley erano stati assassinati durante il loro mandato, ma con Kennedy, l’uomo che ci aveva regalato la luna, è diverso.

Negli Stati Uniti, apparsi per la prima volta «fragili», e nel mondo intero è calato il silenzio davanti a quelle immagini trasmesse in bianco e nero. I 26 secondi, i 486 silenziosi fotogrammi a colori, girati in 8mm con una telecamera portatile, compongono uno dei film più visti nella storia. Tutti i fotogrammi, a parte il 313, quello in cui il proiettile aveva colpito la testa di JFK, vennero pubblicati una settimana dopo l’assassinio su Life.

Anche i mass-media, quel giorno, segnarono un primato: la diretta televisiva fu no-stop. La più lunga sequenza di notizie di sempre, imbattuta nonostante gli attentati alle Torri Gemelle e a Washington dell’11 settembre del 2001.

L’abito rosa confetto di Jackie

Nemmeno il mondo della moda restò indifferente: il tailleur rosa confetto modello Chanel indossato da Jackie Kennedy ebbe un impatto enorme sulle tendenze dell’epoca. Era impeccabile quel giorno, come sempre. E lo sarebbe stata anche quando, con dignità, ha protetto il corpo del marito ferito a morte, sul sedile posteriore della Lincoln Continental. «Lasciate che tutti vedano cosa hanno fatto a John» rispose lapidaria la First lady a chi, sull’air force One, le suggeriva di cambiarsi d’abito.

«I capelli le cadevano sul viso, ma era molto composta… Io la guardavo. L’abito di Mrs. Kennedy era imbrattato di sangue. Una gamba era quasi completamente coperta ed il suo guanto destro era incrostato dal sangue di suo marito. In qualche modo è stato uno spettacolo toccante, quella donna immacolata, vestita in modo squisito e sporca di sangue», racconterà Lady Bird, la moglie di Lyndon Johnson dopo il giuramento come trentaseiesimo presidente degli Stati Uniti avvenuto, in fretta e furia, sull’aereo, un’ora dopo la tragedia. E lo ha tenuto anche durante il volo di ritorno a Washington con la salma del Presidente che le aveva chiesto di indossarlo per la parata: “Ci saranno tutte quelle ricche donne repubblicane a pranzo che indossano pellicce di visone e diamanti. E tu devi apparire meravigliosa come ognuna di loro. Sii semplice: mostra a quelle texane cosa sia davvero il buon gusto”.

Il tailleur protetto fino al 2103

Quando JFK venne ucciso i giornali e la televisione erano in bianco e nero. Nessuno poteva sapere il colore del vestito di Jackie. Eppure, tutti, ma proprio tutti ricordano quel rosa-sangue del vestito indossato dalla FL, diventato testimone della storia. Potenza delle immagini.

Studiosi e ricercatori hanno potuto studiare i vestiti indossati da Kennedy, l’arma usata dall’assassino, ma non l’abito di Jaqueline, realizzato in lana bouclé con il colletto blu marine da Chez Ninon. Per anni è stato conservato in una scatola, su cui era stata scritta la data della morte del Presidente. Era stata Jackie a spedirlo alla mamma Janet Lee Auchincloss, che lo aveva riposto in soffitta. Poi è stato donato National Archives and Records Administration’s College Park, nel Maryland, dove è conservato in un caveau a clima controllato. Protetto fino al 2103 o forse più per volere della figlia Caroline.