L’ulivo della Liguria non è infetto, ma Xylella continua a far paura

Non è Xylella fastidiosa: le analisi effettuate sull’ulivo sospetto trovato in un vivaio di Tovo San Giacomo hanno dato esito negativo. Allarme rientrato, dunque, in Liguria ed anche in Toscana dove la pianta sarebbe stata acquistata da un grossista.

La Xylella fastidiosa continua a far paura. Ed è il terrore di ritrovarsi a dover fare i conti con il batterio killer che ha condannato a morte centinaia e centinaia di ulivi nel Salento che spinge molti a stare sul chi va là. Tutti in allerta per evitare che quanto accaduto in Puglia possa ripetersi altrove. La minaccia è troppo alta per abbassare la guardia, l’allarme è troppo elevato per rischiare di prenderlo sottogamba e ritrovarsi esattamente nelle condizioni degli olivicoltori salentini, in ginocchio. È normale, quindi, che in un clima come questo, un ‘sospetto’ diventi immediatamente un caso nazionale, anzi europeo.

È accaduto in Liguria, dove un ulivo potenzialmente infetto dalla Xylella, trovato in un vivaio nel savonese,  è stato trasferito nel laboratorio fitosantario della Regione dove è stato messo in quarantena. Lo ha reso noto l'ufficio stampa della Regione, lo ha ribadito il portavoce del commissario Ue, Vytenis Andriukaitis che aveva confermato di aver ricevuto una “notifica” inviata dall’Italia a Bruxelles il 29 aprile scorso. Giallo, invece, sulla provenienza. Secondo fonti europee, la pianta – di piccole dimensioni- sarebbe stata acquistata da un grossista della Toscana. Ma a difendere la sua Regione ci ha pensato l’assessore all'agricoltura Gianni Salvadori che ha smentito in maniera categorica, annuncia anche possibili azioni legali per danno di immagine: «In Toscana non ci sono piante contaminate dalla Xylella. Abbiamo controllato in maniera sistematica da ottobre ad aprile tutti i vivai che fanno gli ulivi, e da aprile i controlli sono stati intensificati" e i risultati sono stati negativi»

E anche Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico ornamentale pistoiese, cerca di limitare la preoccupazione: «Io non posso escludere al cento per cento che sia successo, però lo vedo come estremamente difficile che una pianta coltivata a Pistoia possa aver portato la Xylella in Liguria. Sta nascendo un allarmismo un po' eccessivo – ha aggiunto – su una malattia che è molto meno virulenta e molto meno problematica di come è apparsa sulla stampa e in televisione in questi giorni». 

Le analisi sulla pianta di ulivo sospetta, però, hanno dato esito negativo. Proprio nel giorno in cui in Puglia il Tar del Lazio ha accolto le richieste delle aziende agricole, delle cooperative e delle associazioni vivaistiche sospendendo il piano di interventi e dunque con esso la dichiarazione dello Stato di emergenza.



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