La Francia bandisce le piante pugliesi? I Gal del Salento disertano la ‘tavola’ francese

Clamorosa iniziativa di protesta del Gal di Puglia e Basilicata in risposta al divieto francese di importare piante e alberi provenienti dalla nostra Regione. Cosimo Durante ha proposto di disertare l’importante rassegna ‘L’Italie a table’.

Il governo francese vieta le importazioni di piante e alberi dalla Puglia? La Puglia e la Basilicata rispondono ignorando gli eventi promossi in terra francese. L’idea di una sorta di contro boicottaggio è venuta al presidente del Gal Terra d’Arneo Cosimo Durante che ha espresso tutto il suo disappunto per quella che ha definito una misura scellerata e incomprensibile. Così Durante, in qualità di presidente di un importante Gal salentino, ha chiesto e ottenuto dai suoi omologhi di altri Gal del territorio di annullare la partecipazione all’importante rassegna agroalimentare in programma nella città francese di Nizza il prossimo mese di maggio.

In questo modo sono diventati protagonisti di questa iniziativa di protesta ben sei Gruppi di Azione Locale, tre pugliesi (della provincia di Lecce) e tre lucani (della provincia di Matera), tutti afferenti al progetto interterritoriale “Penisole d’Italia”.
Si tratta dei Gal Bradanica, Cosvel e Le Macine e dei Gal Terra d’Arneo, Serre Salentine e Capo Santa Maria di Leuca. Nel programma di finanziamento delle iniziative ricomprese nell’ambito di Penisole d’Italia il primo obiettivo è proprio quello di promuovere i prodotti agroalimentari tipici delle aree territoriale di competenza dei vari Gruppi di Azione Locale che faranno pesare la loro assenza in Costa Azzurra il mese prossimo in occasione della rassegna “L’Italie a table”.
Cosimo Durante, nella veste di presidente del Gal capofila del progetto, non ha intenzione di cedere su nulla, anche se qualcuno gli avrebbe chiesto di partecipare alla fiera di Nizza proprio per promuovere i prodotti pugliesi e spiegare che non esiste alcun rischio e che la campagna salentina è un luogo sano e vitale, nonostante l’allarme Xylella.

Un allarme forse sovradimensionato negli echi giornalistici e sottovalutato dal punto di vista scientifico e agronomico, certamente politico, che sta determinando una condizione di confusione e instabilità capace anche di avvelenare il clima e di rovinare i rapporti di buon vicinato che a fatica erano stati perfezionati negli anni.



In questo articolo: