Lavori sul costone del ‘Ciolo’ di Gagliano del Capo: rigettato il ricorso del Ministero

La sesta sezione del Consiglio di Stato, con sentenza di ieri mattina, ha rigettato il ricorso del Ministero dei Beni Culturali (accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Pietro Quinto) sulla questione dei lavori al ‘Ciolo’.

Il Consiglio di Stato sblocca – sotto l’aspetto amministrativo – l’annosa vicenda riguardante i lavori di consolidamento del costone del “Ciolo”. Operazione ai fini dell’esecuzione del progetto con importo di 1 milione di euro per la protezione della costa alta. Con ordinanza pubblicata ieri mattina la Sesta Sezione del Consiglio di Stato, accogliendo le tesi difensive svolte dall’avv. Pietro Quinto nell’interesse del Comune di Gagliano del Capo, ha rigettato il ricorso del Ministero dei Beni Culturali che aveva impugnato la contraria sentenza del TAR di Lecce.

Secondo le deduzioni del Ministero, il parere reso dalla Soprintendenza in sede di conferenza dei servizi non era impeditivo del successivo parere con prescrizioni sul progetto esecutivo. Peraltro, Il TAR aveva già rigettato tale pretesa affermando – ci spiega dettagliatamente l’avvocato Quinto in una nota pervenutaci in redazione – che l’assenso espresso in quella sede dalle Amministrazioni interessate non può essere sottoposto a condizioni e deve ritenersi definitivo. Proprio in tali termini si è espresso il Consiglio di Stato aderendo alla tesi difensiva svolta dall’Avv. Quinto affermando che una diversa interpretazione della normativa sul procedimento amministrativo “si tradurrebbe in una evidente duplicazione di attività della Soprintendenza, in contraddizione con la funzione di espressione contestuali delle rispettive posizioni, nel modulo procedimentale della conferenza di servizi”.

Nella discussione innanzi al Consiglio di Stato, il legale salentino ha dimostrato che il successivo e diverso parere espresso dalla Soprintendenza, dichiaratamente favorevole, conteneva invece tali innovative condizioni e prescrizioni da rendere sostanzialmente non più attuabile il progetto definitivo approvato che prevede soluzioni indispensabili per la messa in sicurezza del costone roccioso. Il Consiglio di Stato ha altresì condannato il Ministero al pagamento delle spese della fase cautelare. Nonostante lo sblocco della vicenda sul piano amministrativo, però, permangono le difficoltà di dare esecuzione ai lavori urgenti per rendere fruibile la località del Ciolo in termini turistici, ostandovi un provvedimento di sequestro della Procura avverso il quale pende un ricorso in Cassazione.



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