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Le mamme dei terroristi sono madri come le nostre

by Redazione
10 Gennaio 2015 12:03
in Attualità
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Le mamme sono mamme in tutto il mondo, tutte mettono al mondo i figli per farli crescere bene e sognano per i loro figli salute e fortuna. Nemmeno le mamme dei cosiddetti terroristi o dei combattenti di Al Qaeda e compagnia bella generano i figli con l’obiettivo di vederli con un fucile in braccio.

Si nasce per vivere, non per morire. E’ questo vale o dovrebbe valere in Francia come in Arabia, in Brasile come in Iraq. Dal punto di vista dell’amore e della vita non esistono l’Occidente e l’Oriente e la categoria del Terzo Mondo non è contemplata in questa prospettiva.

Ma se le mamme, le donne, le figlie potessero dire, gridare, partecipare, governare e decidere allo stesso modo in tutte le parti del mondo, queste ombre di guerra che ci sovrastano svanirebbero alla luce di una ragione che evidentemente non illumina le coscienze di tutti gli uomini in certi Paesi del Mondo.

Quello che non va bene del nostro Occidente è la nostra libertà, la democrazia, il pensiero gratuito, la possibilità di esprimersi come si vuole in pubblico e in privato, tanto per i maschi quanto per le femmine.

È questa la differenza, quello che manca, quello che suscita invidia e frustrazione, il tesoro da rubare e strappare all’odiato Occidente ricco, ricco sì di questi tesori. E’ questa la differenza, non Dio, perché il Dio è lo stesso, è uguale, addirittura ha lo stesso nome e non si tratta di cattiva interpretazione dei testi sacri, perché non c’entra nulla l’interpretazione. Si tratta solo di politica, non di religione, questa è ideologia, non guerra santa.

Il povero che vede il ricco banchettare con avidità e ingordigia e a lui non restano nemmeno gli avanzi, non è mosso da spirito di solidarietà, ma da odio verso colui che approfitta della sua debolezza, l’odio di chi è legato e trama contro chi è libero di ballare e correre. Dio non c’entra.

Come ha dichiarato anni fa un sacerdote missionario in Africa, la stragrande maggioranza di quelli che noi chiamiamo terroristi non crede in Dio, fa finta di pregare e piega strumentalmente gli scritti sacri sulle ginocchia dei propri bisogni, che quasi sempre fanno rima con sete di vendetta.

Quando diventano assassini spietati due giovani che hanno vissuto in Europa, che si sono abbeverati alla cultura occidentale, che hanno mangiato e dormito in una delle capitali dell’Europa e in una delle più belle città del mondo come Parigi, è chiaro che Dio non c’entra, perché se fosse Dio, allora sarebbe stato il contrario di ciò che è stato.

Il punto è che vedere la libertà di espressione di un popolo moderno, civile e democratico come quello francese ricorda ai figli dell’ideologia tirannica le loro madri, le sorelle e le figlie che non possono e non devono, che non parlano e non si mostrano. Che non devono esistere, e questo è insopportabile se messo a confronto.

Solo le donne potranno salvarci da questa guerra, quando anch’esse smetteranno di vestire di nero, e al posto del colore del lutto indosseranno abiti più comodi e dai colori più allegri.

Saranno le donne, quando saranno elette democraticamente, quando saliranno sui palazzi del potere, quando metteranno al mondo figli liberi da spartiti ideologici maschilisti e guerrafondai, allora non ci sarà più bisogno di vendetta contro nessuno.

Ma oggi no, oggi non ancora. E facciamo bene ad essere tristi, perché è vero: Dio è grande, ma sono gli uomini che sono ancora troppo piccoli.

Tags: attentati-gravi
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