Lecce, la capitale del traffico urbano. Ciclisti e pedoni perseguitati

Qualità della vita a Lecce che paga il prezzo dell’inquinamento e dello stress da traffico automobilistico, le biciclette sono considerate un problema, le piste ciclabili fatiscenti e gli autobus in via d’estinzione.

La città di Lecce è un città a misura di automobile. Pensare a qualsiasi altro tipo di strategia o strumento di trasporto è un azzardo. Dagli autobus alle biciclette, niente ha un senso in questa città. L’alternativa al massimo sarebbe quella della passeggiata a piedi, automobilisti permettendo ovviamente.

Il primo livello di riflessione riguarda la popolazione residente. Ci accorgiamo infatti dei nostri vizi soprattutto d’estate quando arrivano i turisti a farceli notare. E ci rendiamo conto che la città è a misura di automobile perché i leccesi vogliono così.

E’ un’abitudine dei cittadini quella di ricorrere alla macchina, esclusivamente alla macchina, se la città è trafficata e affetta da inquinamento da monossido di carbonio la responsabilità è dei cittadini leccesi. Punto e basta. Gli stessi cittadini che fanno fatica ad individuare le strisce pedonali e che a malapena e a malincuore fermano l’auto per far passare il pedone di turno, considerato alla stessa stregua di un incidente di percorso, di un intralcio all’equilibrio trafficato di una giornata tipo.

Anche le biciclette sono considerate un intralcio alla circolazione. La minoranza silenziosa dei ciclisti leccesi si accontenta di arrivare vivo a destinazione, gli altri ci rinunciano prima o poi. Le piste ciclabili sono una forzatura evidente in una città in cui il bike sharing non ha avuto fortuna e le biciclette sono roba da sfigati, perché si infilano nel traffico, attraversano gli incroci e pretendono addirittura la precedenza che nessuno darà mai loro.

“La vostra è una città bellissima, dichiara Dalila, un turista lombarda in vacanza a Lecce, di una bellezza straordinaria, ma forse è anche la città dove si guida peggio in Italia, con le macchine che ti passano sopra e sotto e non ti vedono.””

Gianluca, turista romano, ci scherza su e ci dice che certamente i leccesi hanno fatto la scuola guida a Roma, quasi a dire un disastro. “In tre giorni non ho visto un vigile a controllare l’andamento del traffico, mentre ho visto manovre spericolate degne della 24 ore di Le Mans.”

Ok grazie, diciamo noi, nemmeno ci vergogniamo più per quanto siamo abituati a farci irridere e sbeffeggiare. E pensare che ci sono anche quelli che fanno i risentiti quando si parla di differenze fra Nord e Sud, i permalosi per forza che non hanno nemmeno il coraggio e il buon gusto di vergognarsi, come facciamo noi invece, che raccogliamo segnalazioni e proteste e che non sappiamo cosa rispondere.
Guardate le piste ciclabili, sono poche e frammentate a Lecce, ma il peggio è che non le percorre nessuno.

Degli autobus invece non parliamo, siamo allergici all’argomento, come tutti i leccesi. E pensare che abbiamo anche il filobus a Lecce, che alla fine, per non morire di solitudine, nemmeno i turisti vogliono mai prendere.



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