Leccesi a letto con l’influenza. Epidemia inclemente nei giorni di Natale

Anche quest’anno l’influenza ha colpito gli italiani costretti a letto con la febbre a Natale. E in città ieri era caos in farmacia.

Come sempre era previsto. A Natale tanti italiani – e da noi tanti salentini – hanno trascorso i giorni di festa a letto attanagliati da febbre alta, tosse e raffreddore.

Il dilemma del vaccino

Già in Autunno una circolare ministeriale diffusa prevalentemente presso gli istituti scolastici, riportava una serie di raccomandazioni e forme di prevenzione dall’influenza 2017. In merito al dilemma “vaccino sì vaccino no”, i dati la dicono lunga: come già diffuso nel mese di novembre, alla luce del forte calo dello scorso anno, la Regione Puglia ha puntato ad una copertura di circa il 75%, nella convinzione che il vaccino resti l’unico rimedio efficace contro l’influenza che quest’anno è molto severa.

I sintomi

In base a quanto riferiscono i medici di base e i pediatri interpellati – che in questi giorni sono bombardati di richieste di assistenza – l’influenza che sta circolando sotto l’Albero è quella di tipo B. Insomma, se può mai consolare, a gennaio – febbraio ci sarà la forma più violenta. I sintomi variano da soggetto a soggetto: come dicevamo, generalmente ci si trova a combattere con febbre alta, tosse e forte mal di gola; qualcun altro invece deve fare i conti con problemi intestinali di media e alta entità.
Il ciclo dura 4-5 giorni, per qualcuno anche 7. E allora, visto che per chi non ha scelto il vaccino il tempo per poterlo effettuare è ormai scaduto, occorre provare ad avere le precauzioni di igiene generalmente raccomandate.

Code in farmacia

A confermare che i leccesi sono costretti a letto con la febbre, ieri mattina le farmacie aperte sono state letteralmente prese d’assalto: metri di coda che arrivavano anche fuori la porta, prodotti terminati sugli scaffali.
L’augurio è che, almeno a Capodanno, l’epidemia si plachi, lasciando un po’ di respiro, oltre che la possibilità di far godere a grandi e piccini qualche giorno di festa in serenità.


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