Agenti penitenziari ancora senza protezioni, Osapp scrive nuovamente al Governatore di Puglia

Il sindacato prende carta e penna e invia un’altra lettera a Emiliano affinché il personale che opera all’interno delle carceri sia dotato di dispositivi di protezione individuale.

Una nuova missiva, di carattere molto urgente, scritta da Osapp, il Sindacato di Polizia Penitenziaria, al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; al Capo della Protezione Civile di Puglia e al Capo dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, per chiedere, ancora una volta e con maggiore forza, i dispositivi di protezione individuale per gli agenti che operano all’interno degli istituti di pena pugliesi che, a oggi, ne risultano sprovvisti.

“Egregio Presidente, la Polizia Penitenziaria come Lei ben sa opera in un contesto a rischio elevato in cui potrebbe esserci il pericolo di ulteriori focolai trattandosi di una comunità chiusa, come lo sono state le Case di Cura”, scrive il Segretario regionale Nicola Di Nicoli.

“Il Corpo, come del resto tutti gli operari che lavorano negli istituti pugliesi, non è certamente immune dal contagio da covid-19 e le notizie che giungono anche dal Provveditorato Regionale non sono certamente confortanti.

Da troppo tempo si assiste a una mancanza se non una totale assenza di dispositivi di protezione che rispettino i requisiti minimi di contenimento, questo anche dovuto ad una inefficienza di intervento da parte anche del Dap.

Abbiamo letto sul portale della Protezione Civile Pugliese che in data 13 aprile è ‘Arrivato un cargo con 26 tonnellate di DPI acquistati dalla regione’.

A fronte di questa notizie è nostra premura chiedere che Lei, anche come massimo responsabile della Sanità in Puglia, fornisca a tutte le Direzioni degli Istituti della Puglia una necessaria quantità di dispositivi che rispettino i requisiti di legge affinché non si privino della necessaria sicurezza gli operatori di Polizia Penitenziaria come del resto dovrebbe essere anche per gli altri operatori della sicurezza pubblica, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza.

Sarebbe anche auspicabile che si sollecitassero le stesse Autorità Sanitarie a sottoporre a monitoraggio continuo e a test del tampone tutto il personale e in particolare chi si trova a stretto contatto con i detenuti tanto da rendere più sicuri anche questi ultimi.

Solo cosi, si potranno creare le condizioni per evitare di veicolare il contagio anche negli ambienti familiari e senza pregiudicare la stessa funzione di sicurezza all’interno degli istituti di pena”.



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