“Notte prima degli esami” non è solo una canzone di Antonello Venditti, ma un momento unico, irripetibile, nella vita di uno studente. Un pezzo di vita che torna a bussare alla porta ogni mese di giugno. Manca davvero poco agli esami di maturità, la prima grande prova “da grandi”, quella che profuma di futuro. E se per i ragazzi il tempo prima della campanella è scandito dalla ricerca delle toto-tracce per arrivare preparati allo scritto di italiano, chi ha già archiviato l’esperienza si abbandona ai ricordi, tanti, troppi. Impossibile dimenticare la cartuccera di stoffa, cucita dalla mamma e piena di temi già preparati nella speranza che qualcuno fosse utile al momento opportuno. Uno scrigno pieno di tesori che sembrava quasi un amuleto più che un aiuto concreto, il tentativo disperato di sentirsi un po’ più sicuri davanti a un appuntamento che appariva gigantesco.
Una “furbata” datata, superata nell’epoca delle nuove tecnologie che hanno cancellato questi vecchi metodi-fai-da-te. Diciamolo a scanso di equivoci, il segreto per superare brillantemente gli esami di Stato non è mai stato quello di copiare, ma di studiare. Non esistono escamotage e chi sgarra può essere escluso da tutte le prove d’esame. Ma chi ci è già passato non può fare a meno di ricordare quei trucchi a cui, anche i più bravi e preparati ricorrevano, un po’ per ansia, un po’ per insicurezza, per cancellare la paura. Ecco, con il vocabolario pieno di fogliettini e il giubbotto imbottito di cultura Bignami, nonostante le temperature, la fascia da annodare in vita era un modo per tamponare qualche buco nella preparazione.
Già destreggiarsi tra numeri e fogli ripiegati con pazienza era una mission impossible. Certo, a pensarci con il senno di poi viene quasi da sorridere: se tutto il tempo utilizzato a scrivere e copiare come monaci amanuensi fosse stato usato per ripetere… non ci sarebbe stato l’imbarazzo di chi non riusciva a trovare il tema giusto e, anzi, a volte sbagliava completamente traccia.
Quanta fatica in quel condensare in poco spazio tutto il sapere che, con un colpo di teatro, si pensava di poter tirare fuori all’occorrenza, perché bisognava avere la precisione di un cecchino per pescare il foglio giusto ripiegato a fisarmonica e la forza di un cowboy per indossare la cartuccera carica di opportunità sotto magliette extra-large. Interi programmi scolastici in pochi centimetri di carta, un’impresa che oggi appare quasi romantica. In tempi in cui l’intelligenza artificiale pensa a tutto ed è in grado di fornire in pochi secondi ciò che prima era il frutto di un lavoro lungo settimane, quei piccoli rituali sembrano appartenere a un’altra era.
Il giorno prima della maturità ha ancora il potere di sbloccare ricordi indelebili, proprio come accade nel film “Notte prima degli esami” con Nicola Vaporidis. Tornano alla mente le amicizie nate tra i banchi, le ripetizioni dell’ultimo minuto, le telefonate infinite tra compagni di classe e quella miscela irripetibile di paura, speranza ed entusiasmo che accompagna ogni maturando.
Intanto gli insegnanti si sono attrezzati e non permetteranno, come sempre, l’utilizzo di alcun cellulare. Controlli serrati per rendere l’esame una cosa seria perché piaccia o no quello dell’esame di stato è uno dei momenti in cui la vera maturità di un ragazzo si mette in mostra, nel difficile passaggio tra adolescenza e gioventù.
E forse il vero ricordo che resta, a distanza di anni, non è quello dei foglietti nascosti o delle strategie dell’ultimo minuto, ma l’emozione di quella notte speciale. La notte prima degli esami.






