Sblocchiamo un ricordo della Maturità, le vecchie ‘cartuccere’

Durava intere settimane la preparazione della famosa cartuccera, la cintura di stoffa cucita dalla mamma e rimpita di temi che faceva sentire coraggioso anche il più impaurito degli studenti

Notte prima degli esami” non è solo una canzone di Antonello Venditti, ma un momento unico, irripetibile, nella vita di uno studente. Manca davvero poco agli esami di maturità, la prima grande prova “da grandi”. E se per i ragazzi il tempo prima della campanella è scandito dalla ricerca delle toto-tracce per arrivare preparati allo scritto di italiano, chi ha già archiviato l’esperienza si abbandona ai ricordi, tanti, troppi. Impossibile dimenticare la cartuccera di stoffa, cucita dalla mamma e piena di temi già preparati nella speranza che qualcuno fosse utile al momento opportuno.

Una “furbata” datata, superata nell’epoca delle nuove tecnologie che hanno quasi cancellato questi metodi-fai-da-te. Diciamolo a scanso di equivoci, il segreto per superare brillantemente gli esami di Stato non è mai stato quello di copiare, ma di studiare. Non esistono escamotage e chi sgarra può essere escluso da tutte le prove d’esame. Ma chi ci è già passato non può fare a meno di ricordare quei trucchi a cui, anche i più bravi e preparati ricorrevano, un po’ per ansia, un po’ per insicurezza, per cancellare la paura. Ecco, con il vocabolario pieno di fogliettini e il giubbotto imbottito di cultura Bignami, nonostante le temperature, la fascia da annodare in vita era un modo per tamponare qualche buco nella preparazione.

Già destreggiarsi tra numeri e fogli ripiegati con pazienza era una mission impossible. Certo, a pensarci con il senno di poi se tutto il tempo utilizzato a scrivere e copiare come monaci amanuensi fosse stato usato per ripetere… non ci sarebbe stato l’imbarazzo di chi non riusciva  a trovare il tema giusto e, anzi, a volte sbagliava completamente traccia.

Quanta fatica in quel condensare in poco spazio tutto il sapere che, con un colpo di teatro, si pensava di poter tirare fuori all’occorrenza, perché bisognava avere la precisione di un cecchino per pescare il foglio giusto ripiegato a fisarmonica e la forza di un cowboy per indossare la cartuccera carica di opportunità sotto magliette extra-large.

Ti sblocca un ricordo il giorno prima degli esami, come il film di Nicola Vaporidis, in tempi in cui l’intelligenza artificiale pensa a tutto ed è in grado di fornire in pochi secondi ciò che prima era il frutto di un furbo lavoro che durava settimane.

Intanto gli insegnanti si sono attrezzati e non permetteranno, come sempre, l’utilizzo di alcun cellulare. Controlli serrati per rendere l’esame una cosa seria perché piaccia o no quello dell’esame di stato è uno dei momenti in cui la vera maturità di un ragazzo si mette in mostra, nel difficile passaggio tra adolescenza e gioventù.