La sanità salentina si prepara a vivere una vera e propria rivoluzione nel campo delle terapie avanzate. Le Terme di Santa Cesarea diventeranno un pilastro fondamentale a supporto del nuovo Ambulatorio Universitario di Medicina Rigenerativa del “Vito Fazzi” di Lecce.
Questa nuova struttura altamente specializzata sarà interamente dedicata al trattamento e alla cura di lesioni croniche e difficili, tra cui ulcere vascolari; ulcere diabetiche e piaghe da decubito
L’ambiziosa iniziativa verrà presentata ufficialmente al pubblico venerdì 5 giugno 2026 alle ore 18:30, presso la Sala Convegni dell’Hotel Palazzo di Santa Cesarea Terme (via Roma 237), in un incontro che vedrà la partecipazione di massimi esperti del settore scientifico e istituzionale.
Un polo sanitario d’eccellenza contro la mobilità passiva
L’accordo tra l’Ospedale “Vito Fazzi” e il centro termale salentino punta a consolidare il ruolo del territorio come polo sanitario d’eccellenza nel Mezzogiorno. L’obiettivo principale è duplice: ampliare l’offerta di servizi specialistici di alto livello e permettere ai pazienti pugliesi di accedere a cure biologiche innovative, riducendo drasticamente la necessità di “viaggi della speranza” verso le strutture del Nord Italia.
Il Prof. Enrico Maria Marone, professore ordinario di Chirurgia vascolare del “Vito Fazzi” di Lecce, ha sottolineato l’unicità del progetto:
«Stiamo parlando di un ambulatorio unico in Puglia, perché è pubblico e universitario, destinato a diventare un punto di riferimento per la cura di ferite difficili e lesioni croniche, ma anche per la ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e nuovi metodi di trattamento. In questo modo diamo la possibilità di investimento sulla ricerca da parte di partner esterni. L’obiettivo è ridurre la mobilità nella sanità e costruire un solido punto di riferimento sanitario per tutti i pugliesi».
Cos’è la Medicina Rigenerativa e quali sono i benefici clinici
La medicina rigenerativa a Lecce rappresenta oggi una delle frontiere più avanzate dell’assistenza sanitaria. A differenza dei trattamenti tradizionali, l’approccio biologico e l’uso di tecnologie d’avanguardia non si limitano a favorire la superficiale chiusura delle ferite. Il fine ultimo è rigenerare tessuti sani e funzionali, riattivando i naturali processi di guarigione dell’organismo compromessi da patologie severe come il diabete o l’insufficienza vascolare.
I principali vantaggi per i pazienti:
- Riparazione profonda dei tessuti danneggiati.
- Stimolazione della neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi capillari per migliorare l’ossigenazione).
- Riduzione drastica dell’infiammazione locale.
- Accelerazione dei tempi di guarigione e netto calo del rischio di recidive.
- Sostanziale miglioramento della qualità della vita.
Il programma dell’evento del 5 giugno 2026
L’incontro pubblico sarà l’occasione per vedere l’alleanza concreta tra accademia, istituzioni e territorio. Il tavolo dei relatori sarà così composto:
Saluti Istituzionali
- Pasquale Bleve – Sindaco di Santa Cesarea Terme
- Piero Anselmi – Presidente delle Terme di Santa Cesarea
- Sebastiano Leo – Assessore regionale al Bilancio e Personale
- Donato Pentassuglia – Assessore regionale alla Salute e Benessere
- Maria Antonietta Aiello – Rettrice dell’Università del Salento
Interventi Scientifici
- Prof. Enrico Maria Marone (Chirurgia Vascolare): approfondirà l’applicazione della medicina rigenerativa nel campo vascolare.
- Maurizio Congedo: illustrerà le promettenti prospettive in ambito dermatologico.
- Alessandro Sannino: presenterà lo stato dell’arte della ricerca scientifica sui materiali e sulle biotecnologie rigenerative.
Questo progetto d’avanguardia, unendo l’alta competenza universitaria del “Vito Fazzi” con le proprietà terapeutiche e l’eccellenza delle Terme di Santa Cesarea, si candida a ridisegnare il futuro della medicina del territorio e della cura delle patologie croniche complessi.






