Italia, Porta di Sion. Emozioni storiche in mostra a Santa Maria al Bagno

Una mostra per raccontare cosa avvenne al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando la persecuzione degli ebrei si trasformò in un viaggio in mare per tornare a casa

Un viaggio di ritorno a casa, un ritorno verso la terra promessa, tra imbarchi e approdi nella notte della Storia. È un percorso espositivo dal forte impatto emozionale e dall’indubbio appeal culturale quello che sarà inaugurato domenica 28 novembre 2021, a partire dalle 17,30, nel Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno di Nardò, dal titolo evocativo “Italia porta di Sion“.

La mostra raccoglie le foto delle 34 navi che tra il 1945 e il 1948, a guerra finita, trasportarono migliaia di profughi ebrei verso la Terra Promessa. Molte di queste navi erano state costruite nei cantieri navali italiani e quasi tutte battevano bandiera italiana, con comandanti o armatori italiani, da qui il titolo della mostra.

L’evento è stato presentato nei giorni scorsi a Palazzo Adorno, sede della presidenza della Provincia di Lecce, dalla curatrice e responsabile della struttura museale neretina Katia Re, insieme ad un qualificatissimo nucleo di studiosi, e docenti. Tra questi il prof Giuseppe Piccioli, docente di Geografia all’Università del Salento, che ha illustrato caratteristiche strutturali e condizioni ambientali delle rotte verso Israele e delle navi protagoniste di quei viaggi.

Il fronte storico è stato accuratamente attraversato da Donato Maglio tra i massimi studiosi in Puglia esperti della Shoah (lo sterminio degli Ebrei), che ha svelato il contesto storico che fa da sfondo alla mostra.

Critico il punto di vista del prof Roberto Russo, vicepreside dell’Istituto Vanoni di Nardò. Non è accettabile – ha stigmatizzato il docente – che gli studenti escano dalla scuola superiore senza sapere cosa sia l’Olocausto, la persecuzione degli Ebrei e l’orribile carneficina della Seconda Guerra Mondiale.

Ancor più netto il commento dell’assessore comunale di Nardò, Oronzo Caputo che, ringraziando i pochi giornalisti presenti in conferenza stampa, ha sottolineato da un lato il valore di tali iniziative culturali, ma al tempo stesso la disattenzione e l’insensibilità dei media verso argomenti ‘alti’, come questo. Spiace – ha concluso Caputo – che la stampa salentina si preoccupi più di polemiche pretestuose che non dell’informazione che serve.

Appuntamento con la Storia domenica pomeriggio al Museo della Memoria e dell’Accoglienza nella splendida marina jonica.



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