Nessun ‘caso Cocoricò’ a Gallipoli. Il prefetto ‘la situazione è sotto controllo’

Anche nel Salento è stato messo a punto, con le forze dell’ordine, un piano capillare per la sicurezza. Più controlli su strade, discoteche e abitazioni per evitare il ripetersi di alcuni episodi negativi, ma attenzione a pensare che si possa ripetere un caso Cocoricò di Riccione

È inutile negarlo, o meglio far finta che non sia così: difficilmente giovani e giovanissimi vanno in discoteca per fare amicizie. Raramente vanno per la musica o solo per la musica attratti da questo o quel nome ‘risonante’, ospite d’eccezione della serata. Spesso, o almeno questa è l’impressione comune, è la ricerca dello sballo, delle emozioni forti, del divertimento senza regole e freni a spingere ‘il popolo della notte’ a frequentare quei luoghi di ritrovo dove sembra non esserci limiti, che siano i più in e alla moda o semplici campagne e casolari abbandonati dove si svolgono i ricercatissimi Rave Party. È così da un tempo, anche se è difficile stabilire, da quando si è iniziato a scambiare i locali come ‘tempi dello sballo del sabato sera’, come ‘contenitori’ in cui si nasconde quanto di peggio possa esserci nella società. Altrettanto vero e innegabile, è che il male si nasconde ovunque. Basta fare un giro in città, dopo le 24, per capire la quantità di reati che si consumano a cielo aperto: dallo spaccio di ogni sostanza alla vendita di alcool ai minori. Da tempo si è persa la misura, ma ciò non vuol dire che non esiste un’altra – altrettanto nutrita – fetta di giovani che riesce a divertirsi senza ubriacarsi, nei modi più belli, salvaguardando la loro salute.
 
Quanto accaduto al Cocoricò di Riccione, una delle più frequentate discoteche d’Italia e più note d’Europa, chiusa per quattro mesi su disposizione del questore di Rimini, Maurizio Improta (sulla base dell’articolo 100 del Testo unico di pubblica sicurezza) dopo la morte di Lamberto Lucaccioni il sedicenne di Città di Castello che si era sentito male dopo aver assunto una pastiglia di mdma (ecstasy), rischia di diventare un caso nazionale e soprattutto di fare ‘scuola’. Mentre da più parti si solleva il coro di chi pensa che il provvedimento, applicato con urgenza dal Viminale, non servirà a salvare neanche una vita dall’altra parte, è stato annunciato in  pompa magna il pugno duro: se le irregolarità ci sono, si chiude. Senza pensarci troppo.  Una linea confermata anche dal ministro dell’Interno Angelino Alfano « Contro lo sballo che uccide adotteremo la tolleranza zero. Continueremo a prendere provvedimenti di prevenzione e repressione – ha dichiarato Alfano in un'intervista al Corriere della Sera – su un punto voglio essere chiaro: non esiste linea dura contro le discoteche, ma contro la vendita e la cessione di droga nelle discoteche. Agiremo contro coloro che non rispettano la legge». Senza se e ma…
 
Giusto, giustissimo, ma come ha fatto notare il Prefetto della Provincia di Lecce, Claudio Palomba nella conferenza stampa che si è tenuta questa sera in Prefettura al termine della riunione tecnica di coordinamento delle Forze di Polizia allargata agli enti, alle associazioni di categoria e alle altre istituzioni interessate alla sicurezza, la parola d’ordine è ‘prevenzione’. Più controlli, dunque, per evitare il caos dell’anno scorso, per impedire il ripetersi di ‘scene’ tutt’altro che lusinghiere che fecero balzare il Salento agli onori della cronaca, per rendere più ‘tranquilla’ la vacanza per i turisti, migliaia di turisti, che hanno scelto una delle località balneari o dei paesini dell’entroterra per trascorrere le ferie.
 
Ovviamente gli occhi sono tutti puntati su Gallipoli, la perla dello Jonio, punta di diamante del territorio anche dal punto di vista delle presenze turistiche. Sono circa 180mila le presenze, secondo una stima, solo in questa prima settimana di agosto, numeri destinati ad aumentare fino a raggiungere quota 280mila. Insomma, se da un lato l’essere scelta come una delle mete più gettonate – soprattutto dai giovanissimi – non fa altro che confermare il successo conquistato negli ultimi anni, dall’altro ‘quest’assalto’ richiede un piano adeguato per essere gestito. I riflettori delle forze dell’ordine, dunque, saranno puntati sulle discoteche e i locali più frequentati, sulle spiagge più alla moda o  sugli obiettivi considerati ‘sensibili’. Saranno potenziati anche i servizi sanitari, il 118 e il pronto soccorso dell’ospedale, anche se la direzione generale dell’Asl non ha nascosto la preoccupazione per la  mancanza di medici, un problema che con l’arrivo della bella stagione diventa nuovamente d’attualità. Finiranno sotto la lente di ingrandimento anche le abitazioni per controllare che tutto sia in regola e non si escludono blitz sgomberi nel caso in cui vengano riscontrate irregolarità, come già annunciato nei giorni scorsi.  
 
Sarà tolleranza zero, dunque, anche per chi affitta abitazioni a un numero di persone superiore a quello consentito dalla legge che regola gli standard abitativi minimi, ovvero gli spazi a disposizione di ogni affittuario.
 
Attenzione però a lasciar trapelare l’immagine che anche nel Salento possa esserci un caso Riccione. «Il Cocoricò – ha detto il prefetto Palomba – è un locale che da anni era sotto esame per una serie di episodi avvenuti in passato. A Gallipoli nessun locale o lido balneare è nelle stesse condizioni. Parlare solo degli episodi negativi significa dare una lettura parziale. Non che Gallipoli debba apparire un ‘modello’, ma almeno una città sicura quello sì».