Nessuno tocchi gli ulivi di San Basilio, almeno fino al 19 aprile. Lo ha ‘imposto’ il Tar del Lazio

Il Tar del Lazio ha accolto con decreto l’istanza della Regione Puglia per l’annullamento, previa sospensione, della nota del Ministero dell’Ambiente con cui veniva dichiarata ottemperata la prescrizione A44 riferita alla fase 0 dei lavori, autorizzando l’espianto degli ulivi.

Per Tap la strada sembrava tutta in discesa dopo le parole del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda nel question time e la sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato il comma 3 della legge anti-xylella, ma il cammino della multinazionale svizzera verso la realizzazione del gasdotto ha incontrato un nuovo ostacolo: lo stop ai lavori imposto dal Tar del Lazio che, con un decreto pubblicato in mattinata, ha accolto la richiesta cautelare avanzata dalla Regione Puglia, difesa dall’avvocato Mariano Alterio.
  
L’Ente di via Capruzzi aveva chiesto l’annullamento, previa sospensione, della nota con cui il Ministero dell’Ambiente, il 27 marzo scorso, aveva dato il via libera all’espianto di circa 200 ulivi che avevano avuto la ‘sfortuna’ di trovarsi lungo il tracciato a terra del microtunnel, in contrada San Basilio, dove da settimane monta la protesta di chi si oppone alla realizzazione dell’opera. Gli ulivi, quindi, non saranno toccati, almeno fino al prossimo 19 aprile.
  
Questa volta, sono i NoTap a incassare una vittoria: la partita nel cantiere di San Basilio si gioca  anche sul tempo. Gli alberi devono essere spostati entro il 30 aprile, termine ultimo per rispettare il calendario regionale relativo al riposo vegetativo delle piante. Ed è per questo che l’udienza di merito è stata fissata subito dopo Pasqua, il 19 appunto.
  
Per il giudice amministrativo Gabriella De Michele, che ha accordato la sospensiva, “la questione sottoposta a giudizio investe notevoli interessi pubblici, riferiti ad un’opera di importanza strategica nazionale, le cui modalità di realizzazione debbono ritenersi definitivamente approvate, ma con puntuali misure di mitigazione dell’impatto ambientale, riferite, in particolare, ai ripristini vegetazionali, ovvero all’espianto e al successivo reimpianto di ulivi, con progetto esecutivo sottoposto all’approvazione del Comune di Melendugno e della Regione Puglia (prescrizione A44)”.
  
Il Tar ha rilevato, inoltre, che quella “fase esecutiva richiede leale collaborazione fra le autorità amministrative preposte, tenuto conto delle scadenze stagionali da rispettare per le operazioni di espianto e reimpianto di cui trattasi, nonché delle deroghe previste, per lo spostamento di piante di ulivo, nel decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in data 7 dicembre 2016, per quanto riguarda la necessità di già intervenuta VIA con esito positivo”.
 



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