Nipt gratuito, approvata la proposta di legge dalla CdS. Ora l’approdo in consiglio della Regione Puglia

La proposta di legge è stata approvata con voto unanime da parte dei presenti alla Commissione della Sanità e delle politiche sociali. L’obbiettivo ora è quello dell’approdo al Consiglio regionale della Puglia, atteso a breve.

La proposta di legge riguardante la possibilità di svolgere gratuitamente il test Nipt, sulla diagnosi prenatale non invasiva per tutte le donne sopra i quarant’anni d’età e maggiormente più esposte a fattori di rischio per lo stato di eventuale gravidanza, è stata finalmente approvata dalla Commissione della Sanità e delle Politiche Sociali della Regione Puglia. Ora, manca solo l’approdo in Consiglio Regionale pugliese per le ulteriori verifiche procedurali, prima della sua definitiva approvazione e applicazione.

Ancora in fase sperimentale, quello del Nipt, il test prenatale non invasivo, è una procedura che potrebbe sostituire gli attuali e costosissimi esami di diagnosi, previsti dalle tecniche di amniocentesi e villocentesi, effettuati per giunta in strutture private e a costi assai elevati, per le donne sotto i trentacinque anni d’età in dolce attesa.

Il test gratuito: un diritto alla salute e senza distinzioni per tutte le donne

Anche oltre i mille euro si aggira il costo derivante dalle analisi di amniocentesi e villocentesi, effettuate generalmente intorno alla tredicesima o quindicesima settimana di gestazione, che sono eseguite in strutture private per tutte le donne al di sotto dei trentacinque anni di età. Molto spesso, questo tipo di tecniche comporta, in maniera più grave, maggiori rischi per quanto riguarda la salute della mamma e del suo bambino, a causa della metodologia invasiva che comportano le procedure, mediante l’analisi del liquido amniotico, e che possono nel circa 1% dei casi costituire la minaccia di aborto.

Tali accertamenti per il controllo su possibili sindromi quali quella di Down, Patau ed Edwards, o anche di Turner, è stata recentemente sostituita e sperimentata proprio attraverso un nuovo tipo diagnosi, quella più accurata e meno invasiva, grazie alla semplice analisi del sangue e del test del dna, che potrebbe appunto garantire il Nipt.

In alcune provincie italiane, in effetti, soprattutto nella regione dell’Emilia Romagna, questo tipo di test viene già effettuato da tempo, ma il costo della sua operazione comporta, come nel caso degli altri due test e quello ulteriore del test combinato, un costo che va dai cinquecento agli ottocento euro, sempre comunque, elevato.

La proposta di legge allora, mira proprio a questo tipo di obiettivo, garantire a tutte le donne sopra i quarant’anni, di effettuare questo test in maniera completamente gratuita, e salvaguardare, cosa molto più importante, anche la salute della mamma e del suo bambino.

La proposta di legge all’approdo in consiglio regionale

Dopo i vari incontri effettuati dai consiglieri, insieme a tutti i team di dottori, genetisti ed esperti funzionari della materia, con paziente supervisione del dottor Salvatore Mauro, e le parole e i pareri della dottoressa Caroli e il dottor Musicco, la legge ha rivisto importanti modifiche da parte dell’amministrazione e quindi la possibilità di essere stata approvata in ultimo step, dal Consiglio della Sanità e delle Politiche Sociali.

Rimane, ora, solo l’ultimo passo da effettuare, quello cioè dell’approdo in Consiglio di Regione per l’approvazione e la verifica degli ulteriori iter procedurali, che consentiranno la possibilità di attuazione e applicazione, con la speranza che tutto ciò possa presto essere fatto.