No alla Spending Review per i rifiuti. Comuni costretti a restituire le somme ai gestori

Ad affermalo il Tar di Lecce con una Sentenza promulgata ieri. Accolti i ricorsi di Ecotecnica, Progetto Ambiente e Bianco Igiene Ambientale, rappresentati dagli Avvocati Pietro e Luigi Quinto.

La Spending Review non è applicabile al settore di rifiuti. Il principio è stato affermato dalla I sez. del Tar di Lecce (Presidente Cavallari; Relatore Bonetto), che ha accolto i ricorsi proposti dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto per conto di alcune società che operano nel settore dell’igiene urbana nel Salento e, nello specifico, Ecotecnica, Progetto Ambiente e Bianco Igiene Ambientale.

Dopo l’entrata in vigore del decreto legge 66/2014, il cosiddetto Decreto Irpef, il Comune di Lecce ed altri Comuni della Provincia quali quelli di San Donato di Lecce, Aradeo, Castrì di Lecce, hanno ridotto il canone di gestione dei servizi del 5%, al fine di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di risparmio di spesa di 360 milioni di euro indicato dal Governo.

I gestori penalizzati dalla riduzione hanno contestato i provvedimenti davanti al Tar, evidenziando come la finalità della norma, che è quella di far conseguire alla Pubblica Amministrazione un risparmio di spesa, fosse incompatibile con la sua applicazione ai contratti di concessione nella materia dei rifiuti.

Ciò perché in questa materia la Legge di Stabilità del 2014 impone alle Pubbliche Amministrazioni di far pagare il servizio interamente dall’utenza. Quindi una eventuale riduzione del canone non avrebbe prodotto alcun riflesso sulla spesa delle Pubbliche Amministrazioni.

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce, quindi, ha accolto in pieno le argomentazione degli  legali Pietro e Luigi Quinto ed ha annullato i provvedimenti di riduzione del canone, rilevando, peraltro, come l’eliminazione del settore dei rifiuti dall’ambito di applicazione della Spending Review fosse stata riconosciuta a livello ministeriale, poiché il codice relativo a quei servizi era stato espunto dall’elenco delle attività che dovevano concorrere al raggiungimento dell’obiettivo di riduzione.   

I comuni che hanno provveduto ad applicare le riduzioni saranno quindi tenuti alla restituzione di quell’importo ai gestori.
 
 



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