No Tasi nelle zone periferiche o abbandonate di Lecce. Il Comitato raccoglie le firme

Il comitato per le periferie di Lecce, da oggi fino al 12 maggio, raccoglierà le firme per chiedere una o più apposite sedute straordinarie del consiglio comunale sul tema: abbattimento delle aliquote della Tasi nelle zone periferiche o abbandonate della città.

La Tasi, nata come un tributo sui servizi indivisibili forniti dai Comuni, cioè quelli rivolti a tutta la collettività che ne beneficia indistintamente come, solo citarne alcuni, l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade o del verde pubblico, per i cittadini ‘costretti’ a mettere mano al portafoglio altro non è che l’ennesima tassa da pagare.  E in un momento in cui la crisi economica rende ancor più difficile far quadrare i conti in una famiglia, non è difficile considerare questo ‘balzello’ – forse tra le tasse più odiate per la poca chiarezza sui termini di pagamento tant’è che da più parti viene considerata come un vero e proprio rebus per i contribuenti – una stangata a tutti gli effetti. Ancor di più lo è per chi non beneficia di quei ‘servizi indivisibili’ in nome del quale l’imposta è stata pensata.
 
Come per il comitato per le periferie di Lecce, che comprende i rioni di Borgo San Nicola, Via Cicolella, Complesso Case Magno, Settelacquare, le marine di San Cataldo, Frigole e Torre Chianca, la frazione di Villa Convento e la 167/A che ha deciso di scendere in strada per chiedere una o più apposite sedute straordinarie del consiglio comunale di Lecce proprio su questo tema che interessa tutti: l'abbattimento delle aliquote della Tasi nelle zone periferiche o abbandonate della città. Da oggi, domenica 10 maggio, fino a martedì 12 in piazza Sant’Oronzo (angolo Banco di Napoli) sarà presente  un banchetto per raccogliere le firme.
 
«La Tasi – spiegano dal comitato – è un tributo per i cosiddetti servizi indivisibili a carico sia del possessore sia dell’utilizzatore dell’immobile. Gli abitanti delle periferie della nostra città non usufruiscono di molti di quei servizi (quasi tutti, in realtà), indicati dal Comune con la delibera di approvazione delle aliquote per l’anno 2014, eppure sono costretti a pagare per intero il tributo pur non godendo dello stesso trattamento di chi abita i quartieri centrali e commerciali. Noi pensiamo che giustizia sociale significhi corrispondenza fra quanto si paga di tasse ed i servizi che si ricevono in cambio da chi amministra la zona in cui si abita. Il nostro intento, quindi, non è certamente quello di sottrarci alla contribuzione dei servizi indivisibili ma di pagare avendo però gli stessi servizi delle zone centrali oppure, nell’attesa che vengano regolarizzati, di ottenere un forte abbattimento delle aliquote approvate».

Tania Tornese



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